martedì 31 maggio 2011

E il desiderio diventa tormento

"E l'Eros era sempre con loro, malizioso e tenace, il gioco in cui trascinava i due fidanzati era pieno di azzardi e di malia. Tutti e due vicinissimi ancora all'infanzia prendevano piacere al gioco in sé, godevano nell'inseguirsi, nel perdersi, nel ritrovarsi; ma quando si erano raggiunti i loro sensi aguzzati prendevano il sopravvento e le cinque dita di lui che s'incastravano nelle dita di lei, col gesto caro ai sensuali indecisi, il soffregamento soave dei polpastrelli sulle vene pallide del dorso, turbava tutto il loro essere, preludeva a più insinuate carezze....
... Una volta in una mattinata luminosa e fredda essa tremava nella veste ancora estiva; su di un divano coperto di stoffa a brandelli lui la strinse a sé per riscaldarla; il fiato odoroso di lei gli agitava i capelli sulla fronte; e furono momenti estatici e penosi, durante il quale il desiderio diventava tormento, i freni a loro volta, delizia."

(Giuseppe Tomasi di Lampedusa - Il Gattopardo)


Claudia Cardinale e Alain Delon interpretano Angelica e Tancredi
nel film Il Gattopardo di Visconti

Questo famoso romanzo, un vero e proprio quadro sulla società siciliana e il trasformismo della politica agli albori dell'unità d'Italia, descrive come nella vita si intreccino la speranza e la realtà.
La storia d'amore che nasce tra Tancredi e Angelica rappresenta proprio la dicotomia tra paura e speranza nel futuro. Tancredi, un giovane pronto, vivace e irrequieto di nobili origini rimane ammaliato e s'innammora di una ragazza dalla incantevole bellezza e appartenente alla nuova borghesia rampante.
Bellissima la descrizione delle loro scorribande nell'immenso palazzo di don Fabrizio, durante le quali i giovani tra corridoi come labirinti e nelle stanze disabitate e misteriose si perdono nel ciclone sensuale e nel desiderio voluttuoso d'amore. A questi inseguimenti e giochi amorosi tra pudore e tremiti sono dedicate varie pagine.

Quando si è innamorati qualsiasi luogo, anche umido, sconosciuto o sommerso dalla polvere può diventare un'alcova.
Quanta inebriante sensualità possono esprimere due mani che si incontrano, si intrecciano, si accarezzano!


domenica 29 maggio 2011

Bocca

La bocca
     che prima mise
     alle mie labbra il rosa dell'aurora,
     in bei pensieri ne sconto il profumo.

     O bocca fanciullesca, bocca cara,
     che dicevi parole ardite ed eri
     così dolce a baciare.

(Umberto Saba da Ultime cose)

M. Chagall - Amanti. State Historic and Architectural Museum, Pskov, Russia.
da www.abcgallery.com 



Il primo bacio: un tenero istante che dura nei ricordi di una vita. 
E' impossibile per chiunque dimenticare il profumo e il sapore della bocca che lo ha dato.
Questo grande autore del nostro Novecento veste la rievocazione del suo primo bacio di semplicità, dolcezza ed affetto. Con le sue parole esprime ancora una volta qualcosa che è sempre presente anche in altre sue opere o poesie, ossia  l'importanza di ritrovare il gusto delle cose ... di tutte le cose.
Trovo intensamente carica di significati la suggestione del bacio come sigillo dell'aurora messo sulle labbra.


venerdì 27 maggio 2011

Non so più cosa sono, cosa faccio ....

Non so più cosa son, cosa faccio
or di fuoco, ora sono di ghiaccio
ogni donna cangiar di colore,
ogni donna mi fa palpitar.
Solo ai nomi d'amor, di diletto
mi si turba, mi s'altera il petto
e a parlare mi sforza d'amore
un desio ch'io non posso spiegar!
Parlo d'amor vegliando,
parlo d'amor sognando:
all'acque, all'ombre, ai monti,
ai fiori, all'erbe, ai fonti,
all'eco, all'aria, ai venti
che il suon de' vani accenti
portano via con sé.
E, se non ho chi m'oda...
parlo d'amor con me!
....
Gelo e poi sento l'alma avvampar
e in un momento torno a gelar.
Ricerco un bene fuori di me,
non so ch'il tiene, non so cos'è.
Sospiro e gemo senza voler,
palpito e tremo senza saper
non trovo pace notte né dì:
ma pur mi piace languir così.

(dalla Nozze di Figaro di W. A. Mozart. Libretto di L. Da Ponte)



Cherubino è un giovanissimo paggio che in quest'aria descrive a Susanna i suoi turbamenti amorosi.
Chi non si è sentito smarrito di fronte al sentimento d'amore al punto da scordarsi tutto di sé, pervaso da un solo inspiegabile desiderio che toglie la pace il giorno e la notte?

L'autore di questi versi è Lorenzo Da Ponte, un italiano molto famoso all'estero ai tempi di Mozart: era addirittura il poeta di corte dell'imperatore d'Austria. Quest'opera rappresentò una dirompente novità per l'epoca sia nei ritmi che nelle scene, per la prima volta in un'opera vi era addirittura un ballo!! Era lontanissima dalla semplicità d'ascolto delle altre opere del suo tempo, quasi shockante. Mozart, genio sublime e ribelle, la compose nonostante il divieto imperiale di rappresentare la commedia di Beaumarchais considerata trasgressiva, ma in realtà la censura riguardava soprattutto i contenuti satirici e politici rivolti all'aristocrazia.


mercoledì 25 maggio 2011

Lo troveremo sì il nostro bacio

Lo troveremo, sì
il nostro bacio.
Sarà su di un letto di nubi,
di cristalli o di braci?
Sarà
fra un minuto,
o domani,
o nel secolo futuro,
o proprio all'estrema soglia dei mai?
Vivi, morti? Lo sai?
Con la tua carne e la mia,
con il mio nome ed il tuo?
O forse dovrà essere con altre labbra,
con altri nomi
e dopo secoli,
ciò che oggi vuole essere,
qui, sin da ora?
Non lo sappiamo.
Sappiamo che sarà.
Che in qualche cosa, sì, e in qualcuno
si dovrà realizzare
questo amore inventato
senza terra nè data
dove posarsi ora:
il grande amore sospeso.
E che forse, dietro
cortine di anni,
un bacio sotto cieli
che mai abbiamo visto,
sarà, senza che lo sappia
chi crederà di darlo,
trasceso alla sua gloria,
il compimento, infine,
di quel bacio impaziente
che ti vedo aspettare,
palpitante sulle labbra.
Oggi
il nostro bacio, il suo letto,
stanno nella fede soltanto.

(Pedro Salinas)



René Magritte - Gli amanti. New York, R. S. Zeisler collection
da www.tuttomagritte.altervista.org
Salinas è un poeta che adoro molto. Mi piace perchè nelle sue poesie l'amore è una ricerca di comunicazione in un dialogo sempre introspettivo e riflessivo alla ricerca della verità e del senso anche quando tutto appare irraggiungibile ed impossibile. In questa poesia dove tutto sembra sospeso, inventato... alla fine brilla la fiducia e la speranza.


Il bacio di Magritte è proprio, secondo me, l'associazione visiva che dà immagine a questi versi. I due amanti si scambiano un bacio coperti da un panno. Ad una prima impressione sembra che esso sia segno della impossibilità di comunicare o persino di amare, in un'atmosfera quasi drammatica ed angosciante. Ma è un'espressione surrealista, ciò significa che vi è il sogno ed il mistero. Anche qui i due sono sospesi, come se si fossero allontanati dal mondo nel momento in cui si scambiano il loro bacio appassionato.
E allora non è la negazione del gesto, anzi, è il trovare il senso profondo del bacio. L'artista esprime che c'è qualcosa che va oltre il linguaggio del corpo, mi dice che in un bacio c'è qualcosa di invisibile nel visibile.
E di visibile nell'invisibile.
...

martedì 24 maggio 2011

Pericoloso e tenero

Pericoloso e tenero
il volto dell'amore
m'è apparso la sera
d'un lunghissimo giorno
Forse era un arciere
con l'arco
o un musicante
con l'arpa
Non so più
Non so niente
La sola cosa che so
è che mi ha ferito
forse con una freccia
forse con una canzone
La sola cosa che so
è che mi ha ferito
ferito al cuore.
ferito per la vita
E come brucia
la ferita dell'amore

( Jacques Prévert - Pericoloso e tenero il volto dell'amore)

G. De Chirico - Pianto d'amore.  Museum of Modern Art,  New York
da http://www.archweb.it



Per quanto pericoloso, doloroso, inspiegabile e misterioso l'amore,
per quante difese possiamo costruirci per non farci ferire ed attraversare dalle sue frecce,
chi potrà non rimanere incantato dalla sua dolce melodia?
chi saprà sottrarsi alla sua tenerezza?



Le strade dell'amore

Come bruciano le ferite...
il dolore e le lacrime ne riempiono le strade...
è possibile ascoltarlo in questa canzone composta da due leggende della musica rock: Mick Jagger e Keith Richard.


I must admit you broke my heart....
... I stumble by and hide my pain
the lamps are lit the moon is gone
I think I've crossed the Rubicon
and I walk the streets of love
and they're full of tears.



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lunedì 23 maggio 2011

... ogni volta che i tuoi occhi si sollevano si accende il firmamento ...

Oh, Attilio de Giovanni, 
io canto il tuo nome, parola che mi apre le porte del paradiso. 
Io non ti perderò mai, lo vogliano gli dei. 
Quando mi baci, trottano fuori i cavalli dell'Apocalisse. 
E se penso al tuo corpo, difficoltoso e vago, 
la vertigine mi porta via. 
La tua divinità maschia ascende al cielo. Sei bello! 
Tu, girasole impazzito di luce, 
ogni volta che i tuoi occhi si sollevano si accende il firmamento.
Amici, ecco qui che la terra, come una madre, 
allatta la sua creatura più bella. 
O amore, ogni cosa è al colmo del fervore.
Dalla mia gola alle stelle si alza la parola, 
come una cometa d'oro: ti amo.
Voglio fare l'amore con te adesso.


(Vittoria, interpretata da Nicoletta Braschi in La tigre e la neve)



Ad una dichiarazione d'amore così, Attilio non può che rispondere: - Questo è il più bel verso che abbia sentito in vita mia!

Un film che è quasi interamente una riflessione poetica sulla necessità che il mondo ha di amore, di speranza, di pace, di sogni e ... di poesia.


domenica 22 maggio 2011

Ritorna e prendimi

Ritorna spesso e prendimi
o sensazione amata, ritorna e prendimi
quando la memoria del corpo si ridesta
e l'antico desiderio di nuovo scorre nel sangue,
quando le labbra e la pelle ricordano la carne
e alle mani pare ancora di toccare.

Ritorna spesso e prendimi, la notte,
quando le labbra e la pelle ricordano la carne.
(C. Kavafis)



M. Chagall - La cavallerizza . Stedelijk Museum, Amsterdam
da http://www.abcgallery.com



La nostalgia e il desiderio in questi versi non sono pensieri astratti, non albergano in risvolti psicologici, bensì nella carne, nel sangue, sulla pelle e sulle labbra.

L'uso delle anafore li accresce entrambi fino a renderli intensi e struggenti.


sabato 21 maggio 2011

Ti amerei

Ti amerei nel vento
Nel cielo terso in primavera
Tra la dolcezza delle rose ...
Ti amerei nel canto degli uccelli
All'ombra della vegetazione
Sulla pietra calda e nuda
Sotto il sole bruciante
Nella frescura dell'erba
E con il canto degli uccelli ...
Ti amerei il giorno e la notte
Nella calma e nella tempesta
Sotto le stelle che brillano
Sotto la rugiada della notte
E la mattina all'alba
Con il sorriso e con la lacrima,
Ti amerei con tutte le mie forze...

(Percy Bysshe Shelley - Ti amerei)


V.Van Gogh - Landscape with green corn . Narodni Galery, Praga
http://vangogh-paintings.blogspot.com

Che Shelley sia uno tra i più grandi poeti romantici lo si comprende da come confluisca in questa poesia la spiritualità della natura, che è luogo ed essenza vitale che tutto abbraccia ed in cui ogni uomo può collocarsi con la propria spiritualità.
La natura con la sua bellezza diventa lo specchio della bellezza dell'amore.

E il grande romanticismo sta, secondo me, anche nel non aver detto ...
ti amo.
L'uso del condizionale infatti crea il mistero, quello di un amore sospeso, forse un sogno mai realizzato ed inoltre libera l'amore dalla tangibilità del presente e lo pone oltre ogni regola del tempo.


giovedì 19 maggio 2011

Serenata di Schubert

La prima delle citazioni di musica classica la dedico ad uno fra i miei autori preferiti: Franz Schubert. Ascoltando la sua musica l'emozione non può non invadere l'anima.
Mi piace per la sua ricerca della melodia in una costruzione della sua musica dove il canto sembra spesso superare la tecnica, che invece è comunque presente e sempre raffinata.
Questa serenata, che molti conosceranno a memoria magari senza sapere si tratti di un Lieder composto per contralto solista e coro maschile, è stata tradotta in numerose lingue ed adattata a tutte le voci, trascritta per essere eseguita da ogni strumento solista ed è stata persino utilizzata come colonna sonora di film.
Difficile rimanere insensibili al suo ascolto.

Bella, dolce, affascinante e romantica come una sublime carezza.



mercoledì 18 maggio 2011

Ti amo. Come? ....

Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
   bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
   non so che cosa contenga e da chi
   pieno di gioia pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me
   quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

(Nazim Hikmet - Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale)







"Che ci può essere di più buono di una fetta di pane fragrante e saporita! Nella sua semplicità è la cosa migliore.", citazione della persona che anni fa mi regalò il libro "Poesie d'amore" di Hickmet, lasciando che fossero i suoi tanti meravigliosi versi a parlare al mio cuore.

Come si può descrivere meglio un desiderio profondo se non con il dissetarsi, quando si è accaldati e sudati, con l'acqua che sgorga abbondante e fresca da un rubinetto sul quale anche poggiare le labbra scottanti.
Quale emozione è più grande se non quella di una prima volta.  In particolare la prima volta che lo sguardo si perde dinanzi all'inifinto.
Cosa è più rappresentativo dell'amore se non la gioia di sentirsi vivi, provando sempre stupore per le emozioni che vibrano dentro.
E per Hickmet la verità e la profondità nell'espressione del suo "ti amo ..." dimorano anche nel significato del suo guardare la posta, ripensare ai colori della sua città o lodare Dio per la vita poichè quando compose questa meravigliosa poesia era malato di cuore ed in esilio, lontano dalla moglie e dal figlio, dopo aver scontato vari anni di prigione per essersi opposto alla dittatura.

... Immensamente!

lunedì 16 maggio 2011

Due amanti felici

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non si unirono con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E' la felicità una torre trasparente.
L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.
(Pablo Neruda - Due amanti felici)


Carlo Levi. Amanti
http://www.galleriaidioscuri.it/clevi.htm



L'amore è quell'energia che riesce a fondere due anime e, naturalmente anche due corpi, in un'unica realtà.
Un'unità infinita che ci supera ben oltre la morte.
Belle in questa poesia le immagini dell'unico pane, dell'unica goccia su un filo d'erba, delle ombre che si congiungono nel cammino fatto insieme.
Il letto è vuoto, ma stranamente non significa che non ci sia niente, che sia mancante di qualcosa, privo di senso. Lì sopra c'è un'unica orma ed è ardente e luminosa.
La felicità data dall'amore è grande, alta, svettante e sicura come una torre.
Una torre dalle mura di vetro perchè la felicità di chi ama non si può nascondere: è pura, semplice, chiara e lascia attraversare la sua luce. 

sabato 14 maggio 2011

Muta ed eloquente

Non dissi: "O donna,
chi sei tu?"  Non chiesi:
"D'onde venuta,
di quali iddii
messaggera?"  Ma la conobbi
subitamente, muta
ed eloquente.
Per sentieri profondi
tratta me l'avea sola
dall'armonia dei mondi
il Desiderio.
(Gabriele D'Annunzio da Il dono di Afrodite)


particolare della "Nascita di Venere" del Botticelli.
Galleria degli Uffizi, Firenze
http://it.wikipedia.org/wiki/La_nascita_di_Venere


Questi versi sono la dimostrazione delle grandi doti dell'Imaginifico: l'infaticabile ricerca formale ed esteriore perfettamente fusa in palpiti di umanità e stupore incantato.
Una profusione di enjambement, ossia sfasamenti o fratture della frase tra un verso e l'altro. Ed è proprio in quei respiri, in quelle piccole pause che significativamente io trovo
la poesia.

Non potrebbe essere questa, secondo te, una traduzione poetica di quello che noi, comuni mortali, chiamiamo semplicemente ... colpo di fulmine?

venerdì 13 maggio 2011

Poesia concreta

"Era un gesto illogico
nella simmetria del vivere
era un grido del corpo
nella solitudine dell'universo
era carne dell'anima che si tende nell'abbraccio
era il dio del disordine all'origine del desiderio
ora siamo qui
finalmente dopo tanto andare
non è più impossibile
prendere i sogni
trasformarli in poesia concreta
resta insieme a me
in prossimità del mio respiro
tutto è più facile adesso che
il mondo può parlare
una lingua sola... "

(Mario Venuti - Gli amanti di domani)




Testo meravigliosamente poetico da ascoltare per lasciarsi trasportare, insieme alle note e con speranza, verso un mondo dove l'amore sarà l'unica lingua parlata da tutti e ci si potrà amare senza farsi condizionare dalle differenze culturali, religiose o sociali.


mercoledì 11 maggio 2011

Milan Kundera

"Tutti noi consideriamo impensabile che l'amore della nostra vita possa essere qualcosa di leggero, qualcosa che non ha peso, riteniamo che il nostro amore sia qualcosa che doveva necessariamente essere; che senza di esso la nostra vita non sarebbe stata la nostra vita."

(da L'insostenibile leggerezza dell'essere)




E' vero: la trama della mia vita non poteva essere altrimenti...
Non sarei stata IO senza aver vissuto questo incontro.

domenica 8 maggio 2011

Blue in Green by Miles Davis

Questa meravigliosa opera d'arte della musica jazz di tutti i tempi trovo che sia misteriosa e perfetta, capace di creare un'atmosfera ricca di suoni e colori. Sembra suonata col cuore per come riesce a trasmettere un grande sentimento. La sua suggestiva armonia arriva dritta all'anima, l'avvolge col suo abbraccio, la fa innamorare e la seduce.


Immagina di spegnere le luci e lasciar fluire nell'aria queste note.
E' subito magia!




mercoledì 4 maggio 2011

Come un quadro (Alicante - Prévert)

"Un'arancia sulla tavola
il tuo vestito sul tappeto
e nel mio letto tu
dolce dono del presente
freschezza della notte
calore della mia vita."

(Jacques Prévert)

   Questa stupenda poesia dal titolo Alicante, mi ha colpito per la sua ricchezza nella semplicità e, se letta in lingua originale, anche per la musicalità dei suoi versi. Purtroppo nella traduzione dal francese quest'ultima un po' si perde. Ad esempio, non si può più cogliere l'allitterazione presente nel quarto verso: doux présent du présent.
Dall'inizio alla fine c'è un'attenzione a tutto un gioco di rapporti tra le parole, nei posti indicati e nelle sensazioni procurate. Relazioni che vanno dalla diversità, alla similitudine, al contrasto. Con pochi versi, come precise pennellate, Prévert sembra abbia realizzato un quadro, una natura viva. Un nudo artistico come quelli che i più grandi maestri della pittura hanno saputo creare, unendo bellezza a sensualità senza cadere nella volgarità.

Amedeo Modigliani.  Il grande nudo disteso.  Museum of modern art, New York
da  http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_nudo_disteso