giovedì 30 giugno 2011

You are the first, my last, my everything

Il mio primo, il mio ultimo, il mio tutto
e la risposta a tutti i miei sogni.
Sei il mio sole, la mia luna, la mia stella polare.
il senso del meraviglioso, questo è ciò che tu sei.

So che c'è solo uno come te.
Non c'è la possibilità che ne siano stati fatti due
Tu sei tutto quello per cui vivo,
il tuo amore continuerà per sempre.
Tu sei il primo, sei l'ultimo, il mio tutto.
....
Sei come una rugiada di prima mattina 
in un giorno nuovo di zecca.
....
Tu sei la mia realtà, eppure mi sono persa in un sogno.
Tu sei il primo, l'ultimo, il mio tutto!





Barry White, famosissimo cantante statunitense, ha venduto nella sua carriera oltre 100 milioni di dischi.  Con la sua favolosa voce bassa e calda ha fatto innamorare uomini e donne in tutto il mondo. Di questo era consapevole, una volta disse: 
Ci sono persone che fanno i bambini per la mia musica.
Questo è molto bello!”

Non solo una grande voce, una grande stazza, ma un grande uomo. Una persona che ha dovuto lottare, cresciuto in un quartiere povero ad alta densità criminale di Los Angeles, a 17 anni andò anche in prigione per furto. Da allora disse a se stesso che non sarebbe successo mai più e successivamente si è sempre impegnato in una ricerca interiore della verità sostenuto da una profonda spiritualità religiosa.
Non ha mai imparato a leggere o scrivere la musica, dicendo di trovare questo studio noioso, forzato. Per lui fare le scale musicali era tempo ingannato e perso perché definiva la musica, per come lui la sentiva, “un flusso libero”.
Ma Barry White è un puro talento naturale. Io, come tanti altri musicisti, di tempo a studiare le scale musicali ne ho buttato tantissimo!!!
You're the First, the Last, My Everything è un successo lanciato nel 1974. 
Quale più bella dichiarazione d’amore che dire tu sei il primo, l’ultimo, il mio tutto.  L’unico!
Quale più grande gioia avere la persona a cui poter dedicare questa canzone e con cui lasciarsi trasportare insieme dal ritmo e dalla magia di queste note!

 .

martedì 28 giugno 2011

Partecipa al sondaggio: In quale film ci sono le scene più sensuali?

Nel post precedente ho citato e recensito un film che contiene varie e stupende scene colme di emozione e sensualità. Nel momento in cui dovevo scegliere quale film prendere in considerazione per il post, oggi ho avuto un momento di indecisione, poiché sono diversi i film che mi hanno emozionato e travolto per la loro coinvolgente carica di seduzione e passione.
Ho così scritto un elenco di film che, secondo me, per la sensualità, il fascino, l'elegante ed artistico erotismo di alcune scene rappresentano dei cult nella storia della recente cinematografia e nelle prossime settimane dedicherò ad ognuno di essi un post.

- Lezioni di piano di J. Campion con H. Hunter;
- Nove settimane e mezzo con M. Rourke e K. Basinger;
- Il postino suona sempre due volte di B. Rafelson con J. Lange e J. Nicholson;
- Eyes Wide Shut di S. Kubrik con N. Kidman e T. Cruise;
- American beauty di S. Mendes con K. Spacey;
- Manuale d'amore 2 con R. Scamarcio e M. Bellucci;
- Io ballo da sola di B. Bertolucci con L. Tyler;
- Basic Instinct con S. Stone e M. Douglas;
- Brivido caldo di L. Kasdan con W. Hurt e K. Turner.


Proprio perché sono stata così esitante dinanzi ad una scelta non facile ho avuto successivamente l'idea di lanciare un sondaggio. Mi piacerebbe stilare una classifica di questi film memorabili in base alle opinioni e ai gusti di tutti coloro che vengono a trovarmi sul mio blog. Si tratta di film molto famosi, dove la sensualità è avvolgente senza mai diventare volgare, la seduzione e la passione è vista con la sensibilità e l'esperienza da grandi registi e interpretata da celeberrimi attori. 

Allora, esprimi anche tu un'opinione su
quale film, secondo te,
contiene le scene più sensuali 
 Partecipa al sondaggio che trovi in bacheca a destra, cliccando vicino al tuo titolo preferito.
Lascia pure un commento se vuoi aggiungere la tua opinione o un eventuale gradito suggerimento... 
ma non dimenticarti di cliccare sul sondaggio!
Grazie!!!


Lezioni di piano

"Sono infelice perché ti voglio, perché la mia mente pensa solo te e non sa pensare ad altro... sono malato di desiderio".



Questa citazione è tratta da Lezioni di piano, film del 1993 ambientato in Nuova Zelanda nella metà dell'800. Il film affronta il tema dell'amore, dell'attrazione tra uomo e donna, della comunicazione che si realizza non solo attraverso le parole e il linguaggio, ma anche attraverso la musica, gli sguardi, il corpo.
Una storia drammatica a tratti violenta, con un lieto fine pieno di speranza, una sceneggiatura romantica e carica di ardente sensualità con una colonna sonora splendida che conferisce una raffinata grazia ed uno stile unico ad un film che per molti aspetti può essere considerato un capolavoro.  Infatti è stato pluripremiato con Oscar, Golden GLobe e la Palma d'oro al Festival di Cannes.

Ada, la protagonista è una donna forte e ribelle, che all'età di sei anni ha scelto di non parlare ed ha eletto solo il suo pianoforte a mezzo di comunicazione con il mondo e sua unica consolazione. Il marito, uomo burbero e insensibile, sposato per costrizione, non le permette di vivere questa sua passione e per suonare lei è costretta a recarsi nella capanna di George Baines, un vicino da molti ostracizzato perché analfabeta e vicino alla cultura maori. L'uomo rimane affascinato dalla musica e in breve nasce tra loro un sentimento irresistibile e si accende una passione sconfinata.
Attraverso l'amore dell'uomo che ha saputo capirla ed apprezzarla lei riscopre la voglia di vivere, di tornare ad amare e a parlare... poiché ha scoperto che qualcuno la ascolta.
Nel film ci sono momenti di grande sensualità ed anche erotici,  girati senza mai cadere nella volgarità, bensì con l'eleganza e la sensibilità che caratterizza tutto il film.




lunedì 27 giugno 2011

Passione

Sulla mia bocca ancora c'è il sapore
delle tue labbra come un fiore rosso,
l'alito profumato, il tuo calore
di questa febbre che mi hai messo addosso:
   mi brucia questa febbre nelle vene
   e sol per te questo mio cuore duole,
   duole d'amor perché ti vuole bene:
   morir d'amor per te, sol questo vuole.
Bella superba come un'orchidea,
creatura concepita in una serra,
nata dal folle amore d'una Dea
con tutti i più bei fiori della terra.
   Dal fascino del mare misterioso
   che hai negli occhi come calamita
   vorrei fuggir lontano, ma non oso,
   signora ormai tu sei della mia vita.
Come uno schiavo sono incatenato 
alle catene della tua malia
e mai vorrei che fosse ahimè
spezzato il dolce incanto della mia follia.
(Antonio de Curtis)




Antonio de Curtis non considerava scrivere versi o canzoni un hobby, bensì una necessità. 
Tanti anni di varietà e centinaia di celebri e divertentissimi film lo hanno consacrato per sempre il "principe della risata".  Eppure, parallela alla sua indiscussa arte comica scorre la sua passione per la poesia, un'intensa attività sia di scrittore che di autore di canzoni. Molte delle sue liriche sono in dialetto napoletano ed affrontano diverse tematiche, non solo l'amore, ma sempre con una velata malinconia.
In esse chi si esprime è soltanto Antonio de Curtis, l'uomo, in una netta separazione con la maschera di Totò.  In questi versi c'è la grande sensibilità e tutta l'emozione di chi ha vissuto passioni intense e travolgenti.
La passione è nel sapore incancellabile che rimane sulle labbra, in quel profumo unico del respiro, nel calore inestinguibile che continua a scorrere nelle vene, nel bene e nel desiderio così grandi da far male al cuore, nella bellezza che cattura senza ragioni e senza confini, nell'attrazione magnetica dello sguardo, nel mistero della seduzione che trasforma la schiavitù in canto e la perdita del senso logico delle cose in sublimazione della follia.
 

venerdì 24 giugno 2011

Quale immagine per l'amore?

"Il concetto di amore si univa in lui all'immagine del mare, il più ribelle di tutti gli elementi. Quando era in vacanza con Agnes, di notte, nella stanza d'albergo, lasciava la finestra spalancata, perché mentre facevano l'amore entrasse da fuori la voce della risacca e loro si fondessero con quella grande voce.  Amava sua moglie ed era felice con lei..."
(Milan Kundera, da L'immortalità)


"Ti dirò che sia amore. Amore è un fuoco,
che dal bel volto tuo vola al mio seno;
de' tuoi lumi è chiarissimo baleno,
atro fulmine in me, per cui m'infoco. [...]"
(Andrea Perrucci)





La prima citazione è un piccolo brano tratto da un grande romanzo pubblicato nel 1990 da uno fra i miei autori preferiti. Paul paragona l'amore che nutre per sua moglie Agnes al mare, scelto quale elemento ribelle.
Inoltre il mare è immenso, profondo, non si può spezzare né contenere, ecco perché  potrebbe quindi ben prestarsi ad essere simbolo d'amore.
Nella seconda citazione, tratta da un sonetto di un poeta del Seicento, l'immagine che viene ad esso associata, invece è il fuoco, come spesso avviene soprattutto quando l'amore è inteso come passione.
La poesia, come l'arte in generale, è sempre evocativa di immagini, è fantasia ed anche concretezza. L'amore è vita e allora ...
Mi viene da pensare che in realtà tutti gli elementi vitali possono offrirsi come icona del più grande e intenso dei sentimenti,  perché ognuno ne rappresenterebbe un suo aspetto a seconda della prospettiva e dell'esperienza.

Qual è l'immagine che tu sceglieresti?


La terra: la solidità, la concretezza, l'accoglienza, l'elemento tangibile e stabile. Dà sicurezza ed è quello generante, fertile, che possiede la più grande delle forze, quella di gravità.
L'acqua: il suo stato naturale è quello liquido, e come tale è incomprimibile, aggira gli ostacoli che incontra e tutto riempie. E' la coesione. Il maggior componente dei nostri corpi e il primo anello nella nascita di ogni forma di vita.
L'aria che tutto avvolge, presenza invisibile e indispensabile in ogni istante, lo spazio intangibile che tutto unisce.  Il respiro.  La vibrazione, l'espansione.  Si diffonde ovunque e ovunque soffia.
E poi il fuoco, l'elemento inafferrabile, ma tangibile nei suoi effetti, difficile da controllare.  E' l'energia, la luce, il calore, l'esplosione, la trasformazione.

martedì 21 giugno 2011

La POESIA è ...

Non scriviamo e leggiamo poesie perchè è carino.
Noi leggiamo e scriviamo poesie 
perchè siamo membri della razza umana
e la razza umana è piena di passione.
Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni,
necessarie al nostro sostentamento.
Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore...
sono queste le cose che ci tengono in vita.
(John Keating, interpretato da Robin Williams ne "L'attimo fuggente")





Il professor Keating non insegna semplicemente letteratura inglese e non solo agli studenti della Welton Academy.  Credo che chiunque veda questo film riceva un personale invito ad uscire dal conformismo e credere nella libertà, nelle proprie possibilità espressive e ad amare la poesia. 

Che cosa è la poesia? E' davvero ciò che ci tiene in vita?

La poesia è per me ciò che coglie, cattura ogni attimo della vita, fermando con le parole ogni suo bisbiglio per tradurne e trasmetterne le emozioni. 
La poesia è come salire sui banchi della vita per poterla guardare anche in un'altra prospettiva.
La poesia è espressione dell'animo e dei suoi sentimenti e non sono questi che ci tengono in vita e ne danno ad essa sapore?
La poesia è arte, è rifugio, bellezza e incanto, è sensibilità e condivisione, è malattia e terapia,  è evasione, è sogno e veglia, eleganza e semplicità...

La poesia è...

lunedì 20 giugno 2011

Franz Liszt

Franz Liszt, musicista ungherese, fu considerato nell'Ottocento il più grande tra i virtuosi del pianoforte, un vero idolo delle folle. Lasciava incantati gli ascoltatori, spesso variando con fantasia le sue composizioni. Era apprezzato e considerato un fenomeno da andare assolutamente ad ascoltare o vedere... incarnerebbe ai nostri tempi perfettamente il mito di una vera rock-star acclamata nei concerti da "tutto-esaurito" ed inseguita per gli autografi.
Oltre alle sue doti, comprovate nella lunga carriera di grande esecutore, rivoluzionario della tecnica, e a quelle di "tombeur de femmes", egli rimane un grande e straordinario compositore.
Il Notturno numero 3, famoso come "Sogno d'amore", è una melodia romantica e appassionata,  in cui il tema si ripresenta più volte anche in diverse tonalità. Nonostante sia stato composto nel 1850 è considerato tuttora un ever green fra le musiche più romantiche e seducenti. 
A me genera sempre emozione ascoltarlo e alla fine mi ritrovo a sentirmi ancora innamorata... 
della musica!



venerdì 17 giugno 2011

Parole d'amore

Anche le parole
vene sono
dentro di esse
sangue scorre
quando le parole si uniscono
la pelle della carta
s'accende di rosso
come
nell'ora dell'amore
la pelle dell'uomo
e della donna.
(Ghiannis Ritsos)



Pablo Picasso - L'abbraccio (1925) - Musée National Picasso, Parigi
da http://www.settemuse.it/

Ritsos è una voce importante nell'ambito della poesia internazionale contemporanea e non solo di quella greca. Impegnato anche politicamente contro il regime nazi-fascista di Metaxas, fu condannato alla reclusione e poi all'esilio durante la guerra civile greca e le sue opere furono vietate per diversi anni nel suo paese. 
Questa esperienza della sua vita e del suo popolo caratterizza la sua prolifica attività artistica.  
Molto attento al tema della comunicazione: per lui l'amore rappresenta  la suprema forma di comunicazione fra uomo e donna. Ha rivelato inoltre una grande sensibilità nella raccolta Erotica, da cui è tratta questa poesia, dove ha saputo cantare l'amore in tutte le sue espressioni, da quello spirituale a quello carnale,  pur rimanendo per lui l'Eros un valore assoluto.
Per un poeta le parole non possono che essere cariche di energia, avere la vita, un'anima, un corpo in cui scorre e pulsa il sangue. "La parola è riga di carne sulla pagina... "  dice sempre Ritsos.
Da questo nasce il suggestivo parallelo tra la poesia, come unione d'amore tra le parole ed il foglio di carta e la passione corporale, come unione sensuale e fisica tra due amanti.

mercoledì 15 giugno 2011

Vado per il tuo corpo

[...] Vado per il tuo corpo come per il mondo,
il tuo ventre è una spiaggia soleggiata,
i tuoi seni due chiese dove il sangue
celebra i suoi misteri paralleli,
i miei sguardi ti coprono come edera,
sei una città che il mare assedia,
una muraglia che la luce divide
in due metà color di pesca,
un luogo di sale, roccia e uccelli
sotto la legge del meriggio assorto,
vestita del colore dei miei desideri
vai nuda come il mio pensiero,
vado pei tuoi occhi come per l'acqua,
le tigri bevono sogni nei tuoi occhi,
il colibrì si brucia in quelle fiamme,
vado per la tua fronte come per la luna,
come la nube per il tuo pensiero,
vado per il tuo ventre come pei tuoi sogni,
 [...]
vado per la tua strada come per un fiume,
vado per il tuo corpo come per un bosco,
come per un sentiero nel monte
che in un brusco abisso finisce,
vado per i tuoi pensieri assottigliati
e all'uscita dalla tua bianca fronte
la mia ombra abbattuta si strazia,
raccolgo i miei frammenti uno a uno
e proseguo senza corpo, cerco tentoni, [...]

(Octavio Paz, da Frammenti)

P.A. Renoir - Bagnante addormentata
Collezione Oskar Reinhart, Svizzera
da www.renoirgallery.com


Octavio Paz è un grande poeta e saggista messicano, un vero intellettuale perfettamente calato nel suo tempo, il XX secolo. Si è anche dedicato alla politica ed è stato ambasciatore. Nel 1963 è stato insignito del Gran Premio Internazionale per la Poesia e nel 1990 ottenne il Premio Nobel per la Letteratura.
Le sue poesie viaggiano in un mondo pieno di amore e libertà ed i suoi saggi sono un mosaico di riflessioni sui vari aspetti della vita.

Questi versi, in particolare, riescono a trasmettere, tramite il mistero dell'espressione poetica, un'emozione, partendo dal fascino della contemplazione apparentemente estetica.
Egli guarda e attraversa il corpo dell'amata che è rivestito solo dal colore del suo desiderio ed ogni parte diventa segno, simbolo che oscilla tra senso e significato.



martedì 14 giugno 2011

Voglio te, solo te!

Voglio te, solo te!
Lascia che il mio cuore
lo ripeta senza fine.
Tutti i desideri che mi distraggono
di giorno e di notte
in sostanza sono fasulli e vani.
Come la notte tiene nascosta nel buio
l'ansia di luce
così nel profondo del mio cuore
senza ch'io me ne renda conto
un grido risuona:
Voglio te, solo te!
Come la tempesta cerca la quiete
mentre ancora lotta contro la quiete
con tutte le sue forze
così io mi ribelle e lotto
contro il tuo amore
ma grido che voglio te, solo te!
(Rabindranath Tagore)



Claude Théberge - Coup de foudre (1996)

   Rabindranath Tagore è il nome anglicizzato di Rabíndranáth Thákhur;  artista nato a Calcutta nel 1861, dalla straordinaria creatività. Si è dedicato infatti non solo alla poesia, ma anche alla musica, alla danza, alla pittura, alla scrittura di drammi e romanzi e alla filosofia religiosa. Nelle sue poesie esprime sempre passione, armonia e bellezza, e ha costantemente cercato con la sua attività di divulgare la cultura indiana per favorire un'integrazione fra oriente ed occidente.
   La sua poesia, come tutta quella  orientale, è molto pervasa da una visione spirituale che unisce sacro e profano,  si presta sia ad una interpretazione riguardante l'amore tra uomo e donna che a quella inerente l'amore tra Dio e l'uomo. 
L'Amore è il sentimento che coinvolge e pone in relazione con Dio, completa l’essere umano, "lo permea e lo avvolge, lo supera e lo trasporta oltre ogni barriera tra l’umano e  il divino."
 Venne insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1913 con la seguente motivazione: per "la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell'ovest".



A beautiful mind

John: Alicia, il nostro rapporto garantisce un impegno a lungo termine? Perché io ho bisogno di una prova, una sorta di dati empirici, verificabili.
Alicia: Scusami. Dammi solo un attimo per ridefinire il mio concetto puerile di rapporto amoroso. Una prova... Dati verificabili... Ok,  allora: quanto è grande l'universo?
J: Infinito.
A: Come lo sai?
J: Perché tutti i dati indicano che è infinito.
A: Ma non è stato ancora dimostrato...
J: No.
A: Tu non l'hai visto...
J: No.
A: Come fai a saperlo con certezza?
J: Non lo so, ci credo e basta
A: È la stessa cosa con l'amore, penso.

John Forbes Nash jr. è il geniale economista e matematico americano insignito del premio Nobel per l’economia nel 1994 nonché, grazie alla magistrale interpretazione di Russel Crowe,  il protagonista di “A beautiful mind”. In questo film del 2001 pluripremiato da vari Oscar e dai Golden Globe, si intrecciano le ricerche dell’intelligente studioso, le strategie militari e missioni top secret con le visioni frutto della malattia mentale di John Nash e poi la storia d’amore con Alicia che diventerà sua moglie. 
Una biografia romanzata in bilico fra ragione e sentimento, realtà e allucinazioni schizofreniche, questo film è per me emozionante e commuovente con un superbo Russel Crowe, uno tra i miei attori preferiti.
Pubblico in questo post una scelta dei dialoghi o frasi che più mi hanno colpito.

 A: Tu non parli molto….
J: Trovo che il raffinare le mie interazioni al fine di renderle socialmente  accettabili richieda un grande impegno. Ho la tendenza ad accelerare il flusso di informazioni,  senza agire di parola. Spesso non ottengo un buon risultato. 
A: Prova con me
J: Va bene. Io ti trovo attraente. Il tuo atteggiamento seduttivo indica che tu provi la stessa cosa eppure il rituale richiede che noi continuiamo con un certo numero di attività platoniche prima di fare sesso. Io sto procedendo con queste attività, ma quanto al fatto concreto, tutto ciò che voglio è avere un rapporto sessuale il prima possibile.
  

   A questo punto lui si aspettava uno schiaffo ed invece lei lo bacia. Quante donne ascoltando queste parole avrebbero riso o sarebbero rimaste sconcertate con un punto interrogativo nello sguardo??


   Ed infine riporto la meravigliosa frase storica che Jonh pronunciò alla cerimonia del Nobel rivolgendosi con amore ed emozione alla moglie.


Ho sempre creduto nei numeri, nelle equazioni, nella logica che conduce al ragionamento, ma dopo una vita spesa nell’ambito di questi studi io mi chiedo: cos’è veramente la logica?  chi decide la ragione?   
La mia ricerca mi ha spinto attraverso la fisica, la metafisica, l’illusione e mi ha riportato indietro e ho fatto la più importante scoperta della mia carriera. 
La più importante scoperta della mia vita.  
E' soltanto nelle misteriose equazioni dell'amore che si può trovare ogni ragione logica.
Io sono qui stasera solo grazie a te.
Tu sei la ragione per cui io esisto.
Tu sei tutte le mie ragioni.

domenica 12 giugno 2011

Love - John Lennon

L'amore è reale, vero è l'amore.
L'amore è sentimento, sentimento d'amore.
L'amore è voler essere amati.
L'amore è toccare, contatto è l'amore.
L'amore è realizzazione, raggiungere l'amore.
L'amore è chiedere di essere amati.
L'amore sei tu,
tu ed io.
L'amore è conoscenza
Ci fa essere.
L'amore è gratuito, libero è l'amore.
L'amore è vita, vivere l'amore.
L'amore è bisogno di essere amati.
(John Lennon, Love)



Una melodia semplice e pura, un arrangiamento sobrio ed elegante intrecciati con un testo essenziale e poetico costituiscono il mix di questo famoso brano di John Lennon,  grande icona della musica pop-rock del XX secolo. 
Più che una canzone d'amore è una canzone sull'amore.
Uscì per la prima volta nell'album del 1970 John Lennon Plastic Ono Band, ma il grande successo lo ebbe in seguito alla pubblicazione della compilation postuma del 1982. In quest'ultima versione fu effettuato un remix del brano originale introducendo come sottofondo pure il pianoforte. 
Sulla copertina del singolo Love del 1982 vi è l'immagine (qui sotto) scattata la mattina dell'8 dicembre 1980 dalla celebre fotografa Annie Leibowitz poche ore prima dell'assurdo assassinio dell'insostituibile artista inglese.



venerdì 10 giugno 2011

Conoscere vuol dire guardare e innamorarsi

Ma cosa vuol dire conoscere? Che sono le stelle
come lontani respiri di mondi ormai spenti?
che hanno un nome? che ciò che è la loro essenza
abbiamo l'ansia di capirlo? che l'abbiamo pensato?
E se a conoscere sono loro, è loro l'amore
che nell'attraversare la notte trema per noi?
...
Conoscere vuol dire guardare e innamorarsi.
E forse prima ancora noi lo sapevamo
negli occhi di chi per primo ci ha guardati,
e prima ancora in quel mistero del mondo
là dove le stelle che brillano forse permangono.
Così, nel volersi bene, forse, il conoscere.

(Franco Loi, da Aria de la memoria, Poesie scelte 1973-2002)





Franco Loi è uno scrittore, un critico e un poeta, famose le sue tante poesie in dialetto milanese. Nonostante i suoi 81 anni ancora collabora con varie riviste e quotidiani prestigiosi. E' un artista immerso nel suo tempo ed un uomo che non ha mai smesso di cercare i confini dell'anima.
In questa poesia assume la sfida della complessità. Si lascia attraversare da qualcosa di più ampio, più indeterminato, indicibile, più straordinariamente vasto dell'universo e delle sue origini, ossia da quella meravigliosa avventura della vita e delle sue molteplici forme di sapere, scegliendo in particolare quella della conoscenza reciproca nell'amore, intensa e mai sufficiente...  come dovrebbe esserlo ogni forma di conoscenza.
Il vero e più grande conoscere sta nel voler bene
ed essendo Loi un profondo ricercatore lascia a noi la possibilità di cercarla e la voglia di trovarla questa certezza, apponendo al termine del percorso personale dei suoi pensieri un forse! 

giovedì 9 giugno 2011

... aver fame

Stavo alle spalle di Emilia e la vedevo di scorcio. Ella era nuda, come ho detto, e i vestiti le stavano accanto, sui sassi, piccolo mucchio di panni colorati che sembrava impossibile avessero potuto ricoprire quel suo grande corpo. Quello che mi colpì di più, infatti, nella nudità di Emilia, fin dal primo sguardo, non fu questo o quest'altro particolare, bensì, tutt'insieme, la grandezza e potenza del corpo intero.
Mi domandai a un tratto donde mi venisse questo senso di grandezza e di potenza, così profondo e così conturbante; e allora capii che esso scaturiva dal mio desiderio risvegliato in un momento imprevisto. [...]
Io avevo, insomma, fame di lei.
(Alberto Moravia, Il disprezzo)

G. Klimt - Allegoria della scultura - Museo delle arti applicate, Vienna



Alberto Moravia è un importante romanziere e saggista della nostra recente storia letteraria.  Ne Il disprezzo analizza le dinamiche all'interno di una coppia, evidenziando quelle che sono le sconfitte, le mediocrità dell'animo umano e le profonde contraddizioni del vivere. Il suo stile è pulito e scorrevole, pieno di descrizioni minuziose di oggetti, situazioni e soprattutto dei personaggi nella loro fisicità e con particolare attenzione agli aspetti psicologici.
In questa breve citazione che ho scelto, la sensualità e l'Eros sono come un viaggio che parte dallo sguardo per svelare il mistero dell'attrazione.


martedì 7 giugno 2011

I tuoi occhi mi toccano

Con te io sono giovane
Quando laggiù gli alberi minacciano
E il cielo vanisce in lontananza
I tuoi occhi mi toccano
  Quando ogni passo si perde sull'erba
  Quando ogni passo sfiora le acque
  Quando le onde mi fervono in testa
  E dall'azzurro qualcuno mi chiama
Con te io sono giovane
Cadono i miei anni come foglie
E qualcuno colora le mie tele
Allora esse brillano di te
  E sul tuo volto il sorriso è radioso
  Più chiaro assai delle nubi più chiare
  Allora io corro dove sei
  Dove mi pensi e dove mi attendi.
(Marc Chagall - Per Vava)

M. Chagall - Ritratto di Vava
da friendsofart.net
Guardare i quadri di Chagall è per me come compiere un meraviglioso viaggio nell'emozione, nei sogni e nella poesia. Il suo stile è inconfondibile e originale, come il suo mondo fatato e colorato, in cui mitiga gli orrori e i dolori che ha conosciuto durante la sua vita. Oltre a dipingere ha scritto un'interessante biografia ed alcuni versi, come questi dedicati a Valentina Brodsky, che lui chiamava Vava, l'ultimo dei suoi amori, sposata nel '52 e rimasta sua compagna fino alla morte.
Questa poesia è come un suo quadro: ci sono i colori, la scena, le immagini, le suggestioni, la fantasia.
Lo splendore della sua amata parallelamente al sogno diventa reale, da poter raggiungere e toccare...
come si toccano gli sguardi di chi si ama.

M. Chagall -  Amanti al chiaro di luna
da esameterzamedia.blogspot.com



lunedì 6 giugno 2011

Brivido felino - Mina Celentano

" ..  Adesso mentre mi baci
capisco che mi piaci perché
    quel mistero dentro te
è affascinante davvero
sei quella che speravo per me.
Provo a fare finta che
ti resisto ma
il gioco mi delude,
è già calda l'atmosfera
da te vorrei stasera di più.
Con un brivido felino sento che mi vuoi
il fuoco del camino brucia insieme a noi.
Hai la voce che ti trema
stringi le mie mani, mi ami mi ami.
Con un brivido felino ora che ti dai
ti sento travolgente vero come sei
ho l'impulso di fermarti
ma tanto non potrei
se ti muovi, ti muovi, come tu sai
e ti sento che mi vuoi.
Con un brivido felino, io potrei morire da adesso 
per come mi prendi e ti dai
e ti sento che mi vuoi."

Due delle voci più belle ed apprezzate della musica italiana duettano in questa canzone, come nelle altre contenute nel cd "Mina Celentano" del 1998, l'album più venduto di tutti i tempi per la tigre di Cremona, con oltre un milione e seicentomila copie vendute. Il coinvolgente e affascinante testo è di Paolo Audino, chitarrista, compositore e paroliere famoso soprattutto per la sua collaborazione con Amedeo Minghi.

Calde le voci e l'atmosfera per questo brano molto sensuale...  perchè la sensualità, l'attrazione e l'amore sono istinto.
Per tutti quelli che almeno una volta sono stati attraversati da un brivido felino.







....

sabato 4 giugno 2011

Mi conosco in te

Mi tieni nelle tue mani
e mi leggi allo stesso modo di un libro.
Sai ciò che io ignoro 
e mi dici le cose che non mi dico.
Mi conosco in te più che in me stesso.
Sei come un miracolo che accade a ogni ora,
come un dolore senza luogo.
Se tu non fossi donna, saresti amico mio.
A volte voglio parlarti di donne
che al tuo lato inseguo.
Sei come il perdono
e io sono come tuo figlio.
Che occhi buoni hai quando sei con me!
Come lontana diventi e come assente
quando ti sacrifico alla solitudine!
Dolce come il tuo nome, come un filo,
mi aspetti nel tuo amore finché giungo.
Sei come la mia casa,
sei come la mia morte,
amore mio. 
(Jaime Sabines - Mi tieni nelle tue mani)


Tamara De Lempicka - Idillio -  da www.antrodellasibilla.it
Sabines è un poeta e saggista scomparso da poco più di una decina d'anni, molto noto nel suo paese, il Messico, dove è considerato uno tra i più importanti del ventesimo secolo.
A me colpisce per il suo linguaggio semplice ma dalla notevole intensità emotiva.
In tutte le sue opere l'amore è come uno sguardo profondo. Insiste sull'importanza della conoscenza fra due persone che si amano come valore, come punto fermo, che sta lì ad osservare le cose e nello stesso tempo contribuisce a farle crescere dall'interno.

L'amore è il "riconoscimento", la spiegazione del significato profondo dell'essere, l'intimità più profonda che si rivela grazie all'altro. 

C'è qualcosa di prezioso e straordinario in due persone che sono rispettivamente come dei libri aperti, che sono capaci di captare ogni altrui vibrazione interiore pure nel silenzio, comprendere qualsiasi confidenza ed aspettarsi lungo quel filo che li unisce... ed è l'abitare uno dentro l'altro.

La morte qui non è vista come sofferenza, bensì come certezza che alimenta la passione e diventa urgenza di vivere.