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mercoledì 20 luglio 2011

Le frasi più romantiche della letteratura inglese

“… lui è più me stessa di quanto non lo sia io.
Di qualsiasi cosa siano fatte le anime, la sua e la mia sono la stessa cosa.”
(Emily Brontë, da Cime tempestose)


“Se tu vivrai cento anni io spero di viverne cento meno un giorno così non dovrò mai vivere senza di te”
(Alan Alexander Milne)


Cos’è quella luce che appare alla finestra?
E’ l’oriente e Giulietta è il sole.
Sorgi, bel sole e uccidi la luna invidiosa,
che è già stanca e pallida per la rabbia,
perchè tu, sua ancella, sei molto più bella di lei.
… Guarda come poggia la guancia alla sua mano:
potessi essere io il guanto di quella mano,
per poter toccare quella guancia!"
(William Shakespeare, da Romeo e Giulietta)


 Queste citazioni non le ho scelte io. Esse sono, nell’esatto ordine, le prime tre frasi più romantiche della letteratura inglese di sempre, secondo un sondaggio commissionato dalla Warner Home Video e realizzato recentemente in Gran Bretagna, su un campione di oltre 2.000 persone (fonte RepubblicaRadioTv ).

Meritatamente, secondo me, vince l’intensa frase pronunciata da Catherine, la protagonista del celebre romanzo Cime tempestose, uno dei classici della letteratura inglese del XIX.  Scriveva Virginia Woolf nel suo saggio The Common Reader che in Cime tempestose l'io è assente. C'è solo l'amore. 
E' davvero un libro dalla statura straordinaria, che narra di un grande amore dalla forza assoluta e inestinguibile, viscerale e lacerante, della cui appassionante e tormentata storia sono stati realizzati vari film, fiction per la tv, sceneggiati radiofonici e persino un musical. 

Inaspettato, piuttosto, trovare al terzo posto Romeo con le sue parole d’amore rivolte a Giulietta nella romanticissima scena sotto al balcone nel giardino dei Capuleti. Ma la vera sorpresa non è tanto una sempre dignitosa medaglia di bronzo per dei meravigliosi versi ed una storia che conserveranno eternamente intatti il loro fascino, quanto il fatto che un mostro sacro come William Shakespare sia stato battuto da un meno noto Alan Alexander Milne.

Romeo Montecchi battutto niente di meno che da… Winnie the Pooh!
L’orsacchiotto di pezza Winnie è il più famoso dei personaggi usciti dalla penna di Milne, il quale trascriveva tutte le storie fantastiche che raccontava a suo figlio Cristopher Robin e che avevano come protagonisti il bambino, i suoi peluche ed in particolare l’adorato e adorabile orsetto Winnie. I diritti su questo personaggio furono acquistati dalla Disney che lo ha reso famoso ed amato in tutto il mondo. La frase, dolce come il miele di cui è goloso il simpatico orsetto, nonostante lo stupore per essere riuscita a battere versi dei tanti e ben più famosi autori d’oltremanica di tutti i tempi, è davvero traboccante di sentimento e tenerezza.

Quarto posto per Wystan Hugh Auden e, fortunatamente, almeno tra i primi dieci Louis De Bernieres . 

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