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venerdì 6 aprile 2012

Auguri buona Pasqua


"La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del "terzo giorno". Da quel versante le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell'agonia, ma i travagli del parto. E le stigmate, lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d'ora le luci di un mondo nuovo.

Pasqua, festa che ci riscatta dal nostro passato! Allora, Coraggio! Non temete! Non c'è scetticismo che possa attenuare l'esplosione dell'annuncio: "le cose vecchie sono passate: ecco ne sono nate di nuove". Cambiare è possibile. Per tutti. Non c'è tristezza antica che tenga. Non ci sono squame di vecchi fermenti che possano resistere all'urto della grazia... AUGURI!

Vostro don Tonino"


   Ho avuto la gioia di incontrare, conoscere ed ascoltare personalmente don Tonino Bello ed ho letto più e più volte tutti i suoi meravigliosi libri. Per le sue parole e soprattutto la testimonianza della sua vita lo ritengo una fra le persone che più ha inciso nella mia formazione umana e spirituale. Un uomo di profonda fede e di grande umanità, con un notevole carisma ed un cuore capace di sprigionare contemporaneamente audacia e tenerezza. Non solo si firmava don Tonino, ma era tale per tutti e tutti chiamava per nome. Era vescovo, eppure quotidianamente fuori dalle sagrestie e tra la gente, come ad esempio lo si poteva trovare a manifestare con gli operai o quale fondatore di cooperative per aiutare famiglie in difficoltà o ex-tossicodipendenti.   Il Vescovado di Molfetta era sempre aperto, anche di notte, e trovavano accoglienza per dormire barboni, extra-comunitari immigrati, disoccupati e tutti gli ultimi che mangiavano con lui a tavola.  
don Tonino è a destra

   Ha guidato il movimento cattolico internazionale per la pace "Pax Christi", ma non dall'alto come una carica onorifica. Egli è andato a manifestare personalmente contro il potenziamento militare a Crotone, a Gioia del Colle, a Comiso o contro la guerra nel Golfo. Leader non solo di un movimento cattolico, ma di tutti i pacifisti in Italia. Sebbene molto malato, organizzò e guidò una marcia di pace a piedi tra le strade di Sarajevo sotto i bombardamenti con tantissimi giovani di tutto il mondo. Non è stato solo un grande profeta di pace e di giustizia sociale, un sostenitore convinto della nonviolenza, ma un vero operatore coerente. Il suo sogno era una Chiesa col grembiule al servizio dei poveri e non una Chiesa del potere. Non aveva paura di compromettersi, di doversi inquinare di storia, né tantomeno di sentirsi censurare di radicalità utopica poiché lui metteva in pratica il suo credo. Per certi versi è stato anche un personaggio ritenuto scomodo nell'ambito delle gerarchie ecclesiastiche, accusato tra l'altro anche di istigare alla diserzione. 

  
   Aveva il dono dell'eloquenza elegante, poetica, profonda che era verità autentica nei gesti e nelle scelte concrete della sua vita.  Prendo in prestito alcune delle sue frasi per augurare ad ognuno di voi Buona Pasqua!  
   La Pasqua è un passaggio e tutti, chi con la fede chi senza, ci troviamo necessariamente, volenti o nolenti, a compierne nel corso della vita. Ecco perché auguro a tutti una serena Pasqua, che tutti possiamo attraversare i passaggi che la vita ci richiede di fare con coraggio e fiducia. 
   Che i cieli e le terre nuove con il loro carico di speranze irrompano nel nostro vecchio mondo!


"Vedrete come, fra poco, la fioritura della primavera spirituale inonderà il mondo, perché andiamo verso momenti splendidi della storia.
Non andiamo verso la catastrofe!
Ricordatevelo!"
(don Tonino Bello)




   Come avrete notato ho fatto qualche modifica al mio template poiché avevo voglia di dargli più luce e respiro. In verità mi piacevano molto i pulsanti che aveva creato per me Ele, ma allargando il layout non stavano più bene ed ho dovuto sostiuirli con una barra dei menu. I cambiamenti sono ancora in corso, anche nel mio blog si respira un piccolo passaggio... voi cosa ne pensate? 
    Aspetto le vostre opinioni e vi auguro un cuore sorridente e ricolmo di grazia come se fosse sempre Pasqua!


mercoledì 18 maggio 2011

Ti amo. Come? ....

Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
   bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
   non so che cosa contenga e da chi
   pieno di gioia pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me
   quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

(Nazim Hikmet - Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale)







"Che ci può essere di più buono di una fetta di pane fragrante e saporita! Nella sua semplicità è la cosa migliore.", citazione della persona che anni fa mi regalò il libro "Poesie d'amore" di Hickmet, lasciando che fossero i suoi tanti meravigliosi versi a parlare al mio cuore.

Come si può descrivere meglio un desiderio profondo se non con il dissetarsi, quando si è accaldati e sudati, con l'acqua che sgorga abbondante e fresca da un rubinetto sul quale anche poggiare le labbra scottanti.
Quale emozione è più grande se non quella di una prima volta.  In particolare la prima volta che lo sguardo si perde dinanzi all'inifinto.
Cosa è più rappresentativo dell'amore se non la gioia di sentirsi vivi, provando sempre stupore per le emozioni che vibrano dentro.
E per Hickmet la verità e la profondità nell'espressione del suo "ti amo ..." dimorano anche nel significato del suo guardare la posta, ripensare ai colori della sua città o lodare Dio per la vita poichè quando compose questa meravigliosa poesia era malato di cuore ed in esilio, lontano dalla moglie e dal figlio, dopo aver scontato vari anni di prigione per essersi opposto alla dittatura.

... Immensamente!