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lunedì 13 febbraio 2012

Rumi - Non hai idea

Non hai idea di quanto sia stato difficile
trovare un dono da portarti.
Nulla sembrava la cosa giusta.
Che senso ha portare oro ad una miniera d'oro,
oppure acqua all'oceano. 
Ogni cosa che trovavo,
era come portare spezie in Oriente.
Non ti posso donare il mio cuore e la mia anima,
perché sono già Tue.
Così, ti ho portato uno specchio.
Guardati e ricordami.

(Jalal Ad-Din Rumi)



   Jalal Ad-Din Rumi, noto in Oriente anche come Mawlana, è un poeta, mistico e filosofo persiano del XIII secolo. E' considerato il più signifiativo autore sia in Iran, Afghanistan, Tajikistan, Pakistan che Turchia, ma la sua importanza oltrepassa i confini etnici e nazionalistici. Anche Goethe nella presentazione al suo West-ostlicher Divan nel 1819 scrisse: "Mi sono ispirato al più grande poeta mistico dell'Islam, il poeta mistico più profondo e sensibile di tutta l'umanità". E' detto "il san Francesco dell'Islam" e "il Dante dei persiani", alcuni suoi versi sono stati ripresi persino dal D'Annunzio ("non è mai tardi per andar più oltre").
   Da quando  l'UNESCO, in occasione degli 800 anni dalla sua nascita, dichiarò il 2007 anno internazionale di Rumi, presentandolo al mondo come "uno dei più grandi umanisti, filosofi e poeti appartenenti all'umanità intera", Jalal Ad-Din Rumi è diventato tra i poeti più conosciuti ed amati in tutto il mondo. 
   Può essere considerato un maestro spirituale, in un'ampia accezione, ossia indipendentemente dalla religione di appartenenza, non è un sufi che parla solo ai musulmani. Il suo messaggio universale ed ecumenico lo rendono sempre attuale. I temi dei suoi scritti, frutto di una ricerca personale testimoniata anche dalla sua vita hanno una risonanza nel profondo dell'animo umano ed un essere umano completo non ha limitazioni culturali o religiose!
    Con le sue parole invita sempre a scavare dentro di sé per assaporare nella vita quegli spazi di libertà, di gioia e di armonia alla ricerca di un perfezionamento interiore e di un equilibrio, nel più ampio rispetto per la natura, l'essere umano e tutte le ideologie.  Per la filosofia mistica di Rumi, l'uomo nella sua ricerca dell'ineffabile deve dare importanza non solo alla ragione ma anche al sentimento, in quanto il modo per avvicinarsi all'Essere è nel cuore come sintesi tra mondo esteriore e interiore. La sola via per raggiungere l'Essere è per lui l'Amore.
   E' stato il fondatore dei Dervisci, cantati anche da Battiato in "Voglio vederti danzare", cioè coloro che nella meditazione usavano muoversi quasi come in una danza per entrare in contatto con la loro parte più intima.


   La precisa scelta finale del regalo d'amore ha per Rumi un significato profondo. 
   Lo specchio è un oggetto a cui è possibile attribuire vari simboli: quelli negativi della falsità, della vanità e dell'autocompiacimento ed anche quelli positivi di conoscenza, rivelatore di verità e delle realtà anche nei lati più nascosti.
   In questo caso sono sicuramente escluse accezioni negative. L'invito al destinatario del dono di guardarsi nello specchio è accompagnato dalla ferma convinzione che lo farà spogliandosi del proprio ego. Specchiarsi lo sento inteso come momento di incontro con l'altro e di conoscenza: quando si ama una persona essa diventa lo specchio in cui vedere se stessi, colei che aiuta a rivelarci la nostra vera essenza.
   Lo specchio può diventare la chiave che dà accesso anche ai bisogni ed ai desideri. C'è la certezza che nell'immagine riflessa non ci sarà soltanto la realtà visibile, ma anche ciò che oltrepassa la ragione.
   Quando si è innamorati, si impara a guardare e a guardarsi con gli occhi di un'altra persona, quelli di chi ci ama, occhi che sono come uno specchio per e dell'anima.
   Lo specchio è inoltre simbolo di uguaglianza tra la realtà e l'immagine riflessa: ossia in questo specchiarsi si riconosce l'altro non più come diverso da sé, ma in uno degli innumerevoli aspetti dell'unicità dell'essere che solo l'amore può donare.


   Il tema dell'identità nell'alterità dell'immagine riflessa è ampiamente presente anche nell'arte pittorica. Sono tantissimi i quadri aventi per soggetto una persona che si guarda allo specchio. Questi versi di Rumi li associo in particolare alla "Ragazza davanti allo specchio" di Picasso, che raffigura in maniera eccelsa lo specchio come rappresentazione e coscienza di sé.
P. Picasso  Ragazza davanti allo specchio. 1932
(Museo d'Arte Moderna di New York)  - www.abcgallery.com
  Il maestro ha qui ritratto la sua amante e musa Marie-Thérèse. In questo caso entrambe le figure sono interpretazione della realtà con gli occhi dell'artista.  L'immagine riflessa nello specchio ha però dei colori più carichi, più intensi più vivi. Sebbene, ogni particolare non sia lasciato al caso, anche la scelta dei colori ha un suo significato, sottolineo solo come Marie-Thérèse sembri abbracciare la propria immagine riflessa, quella in cui lo sguardo del suo amato oltrepassa la realtà per guardarne l'intimità dei suoi pensieri e il desiderio di un figlio, la sua coscienza, il suo futuro ed anche il dolore segnato sul suo viso. Il tutto in un'atmosfera di grande armonia e pace, che è possibile cogliere in quest'opera e che la differenzia da molti altri capolavori del geniale Picasso. 



- Quale simbolo attribuisci allo specchio di primo acchito? O a quale personaggio reale, leggendario, di un romanzo o di un quadro lo associ mentalmente?

- Hai mai regalato uno specchio?
Qual è il regalo d'amore più bello che hai mai fatto o ricevuto? E ne ricordi qualcuno davvero imbarazzantemente brutto?

venerdì 24 giugno 2011

Quale immagine per l'amore?

"Il concetto di amore si univa in lui all'immagine del mare, il più ribelle di tutti gli elementi. Quando era in vacanza con Agnes, di notte, nella stanza d'albergo, lasciava la finestra spalancata, perché mentre facevano l'amore entrasse da fuori la voce della risacca e loro si fondessero con quella grande voce.  Amava sua moglie ed era felice con lei..."
(Milan Kundera, da L'immortalità)


"Ti dirò che sia amore. Amore è un fuoco,
che dal bel volto tuo vola al mio seno;
de' tuoi lumi è chiarissimo baleno,
atro fulmine in me, per cui m'infoco. [...]"
(Andrea Perrucci)





La prima citazione è un piccolo brano tratto da un grande romanzo pubblicato nel 1990 da uno fra i miei autori preferiti. Paul paragona l'amore che nutre per sua moglie Agnes al mare, scelto quale elemento ribelle.
Inoltre il mare è immenso, profondo, non si può spezzare né contenere, ecco perché  potrebbe quindi ben prestarsi ad essere simbolo d'amore.
Nella seconda citazione, tratta da un sonetto di un poeta del Seicento, l'immagine che viene ad esso associata, invece è il fuoco, come spesso avviene soprattutto quando l'amore è inteso come passione.
La poesia, come l'arte in generale, è sempre evocativa di immagini, è fantasia ed anche concretezza. L'amore è vita e allora ...
Mi viene da pensare che in realtà tutti gli elementi vitali possono offrirsi come icona del più grande e intenso dei sentimenti,  perché ognuno ne rappresenterebbe un suo aspetto a seconda della prospettiva e dell'esperienza.

Qual è l'immagine che tu sceglieresti?


La terra: la solidità, la concretezza, l'accoglienza, l'elemento tangibile e stabile. Dà sicurezza ed è quello generante, fertile, che possiede la più grande delle forze, quella di gravità.
L'acqua: il suo stato naturale è quello liquido, e come tale è incomprimibile, aggira gli ostacoli che incontra e tutto riempie. E' la coesione. Il maggior componente dei nostri corpi e il primo anello nella nascita di ogni forma di vita.
L'aria che tutto avvolge, presenza invisibile e indispensabile in ogni istante, lo spazio intangibile che tutto unisce.  Il respiro.  La vibrazione, l'espansione.  Si diffonde ovunque e ovunque soffia.
E poi il fuoco, l'elemento inafferrabile, ma tangibile nei suoi effetti, difficile da controllare.  E' l'energia, la luce, il calore, l'esplosione, la trasformazione.