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domenica 3 luglio 2011

Donna

Donna completa, mela carnale, luna calda,
denso aroma d'alghe, fango e luce pestati,
quale oscura chiarità s'apre tra le tue colonne?
Quale antica notte tocca l'uomo con i suoi sensi?
Ahi, amare è un viaggio con acqua e con stelle,
con aria soffocata e brusche tempeste di farina:
amare è un combattimento di lampi
e due corpi da un solo miele sconfitti.
Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi villaggi minuscoli,
e il fuoco genitale trasformato in delizia
corre per i sottili cammini del sangue
fino a precipitarsi come un garofano notturno,
fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra.
(Pablo Neruda - XII Sonetto, da Cento Sonetti d'amore)




I versi di Neruda hanno il prodigio di essere senza tempo, non hanno il sapore della fugacità bensì dell'eterno. Sempre densi di illuminazioni liriche, di intelligenza emotiva ed anche di veemente passione, sono carnosi e vivi. Essi superano sempre l'avventura sentimentale personale per incorporare una passione destinata a rivivere in ognuno, in modo coinvolgente più che trascinante, sempre intensa ad ogni loro passaggio.  Sì, perché per me le poesie di Neruda non sono parole scritte destinate solo alla semplice lettura, sono esperienza vibrante e concreta. Vivono e si vivono. 
Egli chiama, bacia, ama fisicamente la sua donna completa e calda e di colpo è per me sentire il sangue che scorre nel corpo.