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martedì 14 giugno 2011

Voglio te, solo te!

Voglio te, solo te!
Lascia che il mio cuore
lo ripeta senza fine.
Tutti i desideri che mi distraggono
di giorno e di notte
in sostanza sono fasulli e vani.
Come la notte tiene nascosta nel buio
l'ansia di luce
così nel profondo del mio cuore
senza ch'io me ne renda conto
un grido risuona:
Voglio te, solo te!
Come la tempesta cerca la quiete
mentre ancora lotta contro la quiete
con tutte le sue forze
così io mi ribelle e lotto
contro il tuo amore
ma grido che voglio te, solo te!
(Rabindranath Tagore)



Claude Théberge - Coup de foudre (1996)

   Rabindranath Tagore è il nome anglicizzato di Rabíndranáth Thákhur;  artista nato a Calcutta nel 1861, dalla straordinaria creatività. Si è dedicato infatti non solo alla poesia, ma anche alla musica, alla danza, alla pittura, alla scrittura di drammi e romanzi e alla filosofia religiosa. Nelle sue poesie esprime sempre passione, armonia e bellezza, e ha costantemente cercato con la sua attività di divulgare la cultura indiana per favorire un'integrazione fra oriente ed occidente.
   La sua poesia, come tutta quella  orientale, è molto pervasa da una visione spirituale che unisce sacro e profano,  si presta sia ad una interpretazione riguardante l'amore tra uomo e donna che a quella inerente l'amore tra Dio e l'uomo. 
L'Amore è il sentimento che coinvolge e pone in relazione con Dio, completa l’essere umano, "lo permea e lo avvolge, lo supera e lo trasporta oltre ogni barriera tra l’umano e  il divino."
 Venne insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1913 con la seguente motivazione: per "la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell'ovest".