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mercoledì 4 aprile 2012

Quasi quasi cambio vita

"... continuo a sognare, è l'unica cosa che mi dà la forza di tirare avanti."

"Non ho mai vissuto da single prima d'ora. Non che io non abbia il desiderio di trovare una persona con cui trascorrere il resto della mia vita, è solo che, dalle ultime mie storie, ho capito che è fondamentale imparare a stare bene con se stessi e a non dipendere da nessuno, a contare sulle proprie forze."

"Mi hanno sempre affascinata le città viste dall'alto. In qualunque posto io vada, sento il bisogno di dare una sbirciatina dall'alto, è bellissimo osservare i tetti delle case, i colori e respirare l'aria che mi circonda, mi sembra di possedere la città, mi sento la padrona del mondo."
(Chiara Micozzi, da Quasi quasi cambio vita)


    E' inutile aggirarsi fra gli scaffali di una libreria per cercare una copia di Quasi quasi cambio vita, perché al momento esiste solo in formato ebook. Molto più facile è conoscere Chiara Micozzi: basta recarsi nel suo blog Le recensioni di Chiara e se amate il meraviglioso mondo della lettura e dei romanzi sarete nel posto giusto per voi. E' un piacere ospitarla nelle mie pagine, dato che ci conosciamo ormai da tanti mesi e mi trovo molto bene in sua compagnia. Chiara è una ragazza riservata che ha aperto il suo blog perchè nella vita, a parte pochissime persone, non poteva condividere la sua passione per i libri con nessuno. Il 23 marzo il suo personale cyberspazio ha compiuto il primo anno di vita. 
   Ecco cosa ha risposto alla mia domanda su come vive l'essere blogger. 
Chiara - In questo anno ho conosciuto tante persone con passioni e personalità differenti, perché, secondo me, il carattere di una persona viene fuori da quello che scrive e da quello che commenta. Mi piace la tua definizione di noi blogger come "human blogger". Io mi sento di poter affermare che sono una "human blogger" perché, anche se sono nascosta da uno schermo, cerco di riversare tutta la mia passione in quello che scrivo e quando gironzolo per gli altri blog lascio sempre un commento sincero. E' bello quando le persone ti scrivono e ti ringraziano per quello che fai, attraverso questo potente strumento che è internet si possono instaurare rapporti sinceri e duraturi con le persone. E questa è le cosa che più mi piace dell'essere blogger, oltre naturalmente al fatto che ho libertà di parlare di ciò che amo. 

     Chi vorrebbe Quasi quasi cambiare vita è Sabrina, una giovane donna non priva di una certa goffaggine, tipica delle persone insicure, che tuttavia crede con certezza nella storia d'amore con il suo Paolo e vive circondata da amiche vere, sincere e complici che la comprendono e l'aiutano. Come tante neolaureate di oggi, si trova a svolgere un lavoro non pertinente al suo titolo di studio ed ai suoi sogni nel cassetto: è costretta ad accontentarsi di fare la segretaria, nonostante la sua passione per le lingue straniere e la letteratura. Quando scopre il tradimento di Paolo, parte con le sue amiche per distrarsi e cercare di dimenticare. A Berlino cede al corteggiamento di un giovane cubano, ma scopre che per essere felice deve inseguire e realizzare i suoi sogni, comprende di dover innanzitutto cambiare lavoro. Al suo rientro a Roma preferirà così una piccola libreria di paese in cui fare la commessa al famoso studio notarile in cui non le erano riconosciute le sue capacità e svolgeva mansioni che non esprimevano in alcun modo se stessa. Nella libreria potrà respirare il suo amato odore di libri e continuare ancora a  sognare di poter un giorno aprirsene una tutta sua.  In questo cambiamento di vita, si apre anche uno spiraglio per un nuovo amore, nei confronti di Christian fino ad allora considerato antipatico ed insopportabile.
    Un libro molto positivo, breve e divertente, che con leggerezza aiuta a comprendere come si possa e si debba ripartire sempre, conservando intatta la fiducia nel futuro e nei propri sogni. Lo stile è scorrevole e caratterizzato da tanti dialoghi, il che aiuta a rendere il racconto più vero e a far apparire i protagonisti naturali e così presenti, sebbene a volte sembri cedere troppo al fumetto.  Mi sono piaciute le confidenze tra amiche: colloqui al femminile, molto realistici e simpatici specie quando il tema sono gli uomini e le curiosità sul sesso. Personalmente avrei preferito maggiore narrazione, in alcuni tratti sembra la sintesi del romanzo, consentendo uno sguardo  troppo sbrigativo sulla storia.
   Chiara ha sempre amato scrivere e fin da piccola. La sua grande passione erano e sono ancora i romanzi ottocenteschi sebbene abbia scoperto anche altri generi che ora la appassionano. Nello scrivere questo breve romanzo sperava soltanto di far passare ai lettori qualche ora piacevole sorridendo un po'. Ritengo questo suo obiettivo sicuramente raggiunto, poiché molte situazioni in cui si trova la protagonista Sabrina sono davvero simpatiche e in alcuni casi direi comiche.
   Per chi volesse acquistare l'ebook di Chiara Micozzi, incoraggiando una scrittrice emergente e soprattutto una donna ricca di sogni e di talento, può recarsi sul sito Smashwords.
 
   In occasione del primo compleanno del suo blog, Chiara ha lanciato un concorso davvero interessante, proponendo a tutti di diventare scrittori per "Le recensioni di Chiara". Il concorso scade il 14 aprile. Non è necessario essere follower del blog (ma esserlo può essere stimolante e piacevole a prescindere), bensì occorre semplicemente scrivere un racconto / poesia / fiaba su un tema a piacere della lunghezza massima di due pagine formato word. Il materiale va inviato a lerecensionidichiara@gmail.com e tutti i lavori saranno poi raccolti in un pdf scaricabile. Ci sarà un vincitore a giudizio insindacabile della padrona di casa.
   Potete trovare ulteriori spiegazioni nel blog di Chiara Micozzi.


    Voglio inoltre ringraziare un'altra mia cara amica blogger, una persona di cui ammiro la determinazione in un animo sensibile ma per nulla fragile nonostante le apparenze... insomma un vero mix unico e speciale quale è soltanto Dony, poiché dalle pagine del suo Drowned world mi ha consegnato il bel premio Cake Blog di Qualità.
   Ha riconosciuto e-citazioni blog di qualità con la seguente motivazione: per la cultura trasmessa attraverso letteratura, musica, cinematografia. Il premio sarà custodito tra i miei DONI con gioia e grande riconoscenza!  GRAZIE!!


sabato 3 dicembre 2011

Lezioni d'amore

"Sono passato di continuo da una relazione all'altra perché così credevo di non essere mai solo e di vincere il trascorrere del tempo."

"La vita riserva spesso più sorprese di quanto uno possa immaginare."
   
   Queste parole sono pronunciate da David Kepesh, interpretato da Ben Kingsley, nel film Lezioni d'amore, realizzato nel 2008 dalla regista Isabel Coixet e tratto dal romanzo  di Philip Roth, L'animale morente (qui). 

   David all'età di sessantadue anni è un uomo famoso e affascinante, dal grande spessore culturale, un professore universitario di Critica Applicata che cura anche una trasmissione radiofonica letteraria.



 " "Guerra e pace" potrebbe essere modificato dalla nostra sola lettura. Sì certo, ma perché?  Perché noi portiamo qualcosa al libro. Portiamo noi stessi. Perdipiù se leggerete il libro tra dieci anni sarà diverso perché voi sarete diversi. La bellezza è nell'occhio di chi guarda."

   E lui è molto sensibile alla bellezza. 
   In particolare a quella di Consuela, interpretata nel film da Penelope Cruz.

"Quando la vedo mi acceca e non vedo più altro."

   Rispetto a tutte le altre ex studentesse dei suoi corsi con cui, come d'abitudine, il professore intrattiene relazioni puramente sessuali prive di implicazioni sentimentali, Consuela riesce a coinvolgerlo emotivamente, è intelligente e attraente, sensuale e carismatica.
   Con le seguenti parole l'amico e poeta George esprime il suo dubbio sulla relazione sentimentale che tra i due sta nascendo, volendolo convincere che in realtà anche questa volta, come sempre, David sia soltanto conturbato dalla enorme bellezza e sensualità di Consuela.

George - Le belle donne sono invisibili.
David - Invisibili? Che diavolo t'inventi.... invisibili? Non puoi non notarle. Una bella donna si distingue tra le altre, ti colpisce, non ti può sfuggire.
G. - Ma non percepisci mai la persona, vedi solo la bella facciata, ti blocca la barriera della bellezza. Se ammaliati dall'aspetto esteriore non arriviamo mai al mondo interiore.

   Nonostante la notevole intesa e la travolgente passione, David si lascia cogliere da un'ossessionante gelosia, una scoperta per lui dopo anni di assenza di legami e problemi. La preoccupazione che la donna lo abbandoni per un uomo più giovane lo rende vulnerabile ed insicuro, è persino stupito di quanto alla sua età sia ancora coinvolto dai fatti carnali della commedia umana. Il noto professore ha in realtà molto da imparare e questa esperienza sarà per lui una vera lezione d'amore e di vita che lo porterà a cambiare e a ricominciare, a comprendere come vincere il tempo e la morte. 
   Come lui stesso spiegava agli studenti universitari, con il passare degli anni si diventa delle persone diverse, perchè le esperienze vissute arricchiscono e, mettendo a dura prova convinzioni ed atteggiamenti, possono persino rinnovare e trasformare. E così l'uomo che viveva deresponsabilizzandosi e che aveva paura di invecchiare, comincia il suo cammino di crescita nell'amore!


   
   Il film scorre sviluppando soprattutto i seguenti temi: il contrasto tra bellezza esteriore ed interiore, la gelosia distruttiva ed il binomio Amore-Morte, ma quasi sottovalutando la sessualità ardente e la selvaggia passione che nel libro invece sono esplosive e coinvolgenti. Malgrado il successo di questa pellicola, personalmente l'ho trovata sottotono rispetto al romanzo: pur potendo contare su un eccellente cast, una regia rassicurante, una fotografia raffinata, una lineare ed elegante sceneggiatura, ha una colonna sonora assolutamente poco incisiva e mediocremente malinconica, un ritmo decisamente lento e poco trascinante. Lo stesso Roth ha dichiarato di non aver gradito questo adattamento cinematografico della sua opera.


- La bellezza ti acceca?
 
- C'è per te una persona od un'esperienza, 
che è entrata come una SOPRESA nella tua vita  
per poi cambiarne completamente il corso? 
Quel qualcuno o qualcosa senza il quale
oggi tu non saresti ciò che sei?

- Ti aspetti ancora di essere stupito dalla vita? 
Di poter cambiare e crescere?


sabato 22 ottobre 2011

Grazie!!!

La vita è un dono legato a un respiro
Dovrebbe ringraziare chi si sente vivo
Ogni emozione che ancora ci sorprende, 
l'amore sempre diverso che la ragione non comprende 
....
Ogni emozione, ogni cosa è grazia, 
l'amore sempre diverso che in tutto l'universo spazia
e dopo un viaggio che sembra senza senso 
arriva fino a noi 
 ( da   La vita è un dono)





   La vita è un dono, tratta dall'album Il dono del 2005 di Renato Zero, è uno dei tanti meravigliosi frutti di due straordinari autori del panorama musicale leggero italiano, ossia il paroliere Guido Morra e il noto musicista  Maurizio Fabrizio. Il loro sodalizio artistico ultra-trentennale ha visto nascere tanti grandi successi: per Renato hanno composto tra l'altro I migliori anni della nostra vita e La pace sia con te, ed inoltre tante indimenticabili canzoni per diversi famosi interpreti quali Mia Martini, Massimo Ranieri, Riccardo Fogli, Rossana Casale, Mango e tanti altri.
   Dedico questa canzone a tutti voi poiché avete rallegrato il giorno del mio compleanno e con la vostra sincera amicizia mi siete stati realmente vicini, dimostrandomi tanto affetto e calore.  La mia esperienza con il blog, avviata da soli cinque mesi, mi ha regalato e continua a donarmi tante emozioni e dato modo di conoscere molte persone speciali,  quindi la dedica è rivolta a tutti, anche a chi non poteva sapere la data della mia nascita. Voglio solo cogliere al volo l'occasione per ringraziare ognuno di voi per l'ampia disponibilità nel leggermi sempre e nel venirmi carinamente a trovare. Grazie per i vostri commenti, le vostre riflessioni e considerazioni, che arricchiscono me e questo blog rendendolo non solo luogo di lettura e ascolto, conoscenza e cultura, ma soprattutto luogo di incontro e confronto, dialogo e crescita. 
   Da qualche settimana non riesco più a rispondere ai vostri commenti per mancanza di tempo. Trovo comunque molto interessante poi rileggerli tutti insieme, notare come ognuno si apra, condividendo i propri pensieri, le proprie emozioni ed esperienze e portando il suo personale contributo ad una riflessione, che diventa così comune e corale ed attua quello che era il mio desiderio, espresso aprendo questo blog e riportato nelle poche righe del sottotitolo e che posso ancora sintetizzare nella piccolissima congiunzione e vocale e.

   Il mio grazie è poi innanzitutto alla vita, alle gioie e le emozioni, agli incontri che mi regala, alla possibilità di imparare, conoscere, sorprendermi sempre. 






  Il video contenente per intero la canzone La vita è un dono, l'ho realizzato personalmente per l'occasione e, tranne un paio di fotografie pescate nel web (quella delle rose ed il grazie finale), tutte le altre che ho inserito nel montaggio del filmato sono state scattate da me in varie circostanze e sono felice di condividerle con voi.




Ho inoltre il piacere di condividere con tutti voi anche due doni speciali che ho ricevuto: si tratta di due bellissime poesie che mi sono state dedicate e per chi volesse leggerle può entrare dai menu in alto in Doni, dove le ho conservate come in uno scrigno prezioso.

Una è opera di Michelina Di Martino, che ha una splendida pagina su facebook dal nome Miss poet Miki, dove pubblica le sue poesie. Poesia del cuore è dedicata al mio sorriso e devo dire che questo pensiero mi ha molto emozionato!
L'altra si intitola Una Musa in Sicilia ed è stata scritta da Nigel Davemport, da molti conosciuto anche con lo pseudonimo di Guardiano del faro, che insieme a Tomaso, il Mandry e Nuvoletta, scrive nel simpaticissmo blog L'angolo del sorriso che invito tutti ad andare a visitare. 
Nigel, nel comporre i suoi versi, mi ha detto di essersi lasciato ispirare dal mio recente viaggio in Sicilia.


Rivolgo ad ognuno singolarmente
un caro abbraccio
tramutandolo semplicemente
in una parola






lunedì 17 ottobre 2011

Il destino

"Il caso è un fattore della vita sbalorditivo. Tu sei venuta al mondo per puro caso, in un posto lungo il Mississippi. Io sono il risultato del congiungersi di Sam e Ietta Jelnikoff, nel Bronx, nei decenni antecedenti, e attraverso un'astronomica concatenazione di circostanze, le nostre strade si sono incrociate: due fuggiaschi nel vasto, buio, inesprimibilmente violento e indifferente universo."
(Boris J. in Basta che funzioni)


   Questa citazione è tratta dal film Basta che funzioni del 2009, in cui Woody Allen ci presenta ancora una volta la sua visione del mondo e dell'amore, facendo una vera sintesi di tutta la sua filosofia di vita.

mercoledì 5 ottobre 2011

Fabio Volo - Un posto nel mondo

"Francesca è la donna che amo. E' un arcipelago. Un insieme di meravigliose isole che io, navigando nelle loro acque, visito in tutte le loro delicate forme. Di lei conosco ogni piccola sfumatura, ogni minuscolo dettaglio. Conosco i suoi silenzi, la sua gioia. I suoi mille profumi, l'ombra dei suoi baci, la carezza del suo sguardo. Amo la rotondità della sua calligrafia. La luminosità delle sue spalle nude e il suo collo a cui ho sussurrato i miei più intimi segreti. Sono incantato dalla capacità che hanno le sue mani di creare attimi di eternità dentro di me. Adoro i territori dove mi conduce quando mi abbraccia. Territori che conosco pur non essendoci mai stato. E nonostante tutta questa conoscenza riesco ancora a emozionarmi e a regalarmi istanti di stupore."


"La nostra relazione si basa sulle nostre individualità e ci aiutiamo a vicenda affinché l'altro sia sempre più libero. Ci aiutiamo a vicenda a realizzare i nostri progetti. Condividiamo le nostre vite donandoci le reciproche libertà."


"Siamo andati in camera, l'ho spogliata e l'ho messa a letto. Le ho chiesto di chiudere gli occhi e ho appoggiato lo sguardo su di lei. L'ho accarezzata lentamente, dalla testa ai piedi, senza mai toccarla. Rimanevo distante solamente qualche centimetro in modo che lei sentisse il calore della mano, ma non il tatto. Prima la testa, poi il viso, la fronte, le sopracciglia, gli occhi, il naso, le labbra, il mento. Senza toccarla, il mio viaggio è continuato sul collo, le spalle, i seni, il ventre, le gambe, i piedi. Sentivo che avvertiva il mio calore. Poi ho iniziato a carezzarla. Passavo la mano sul suo corpo come un mercante esperto fa con un tessuto pregiato. 
Ho iniziato a baciarla. Appoggiavo le labbra ripercorrendo il cammino già tracciato. Volevo che tutto il lei fosse attesa. Festa. Evento."

(Fabio Volo, da Un posto nel mondo) 



   Fabio Volo, all’anagrafe Fabio Bonetti, è un persona poliedrica. Alla soglia dei quarant’anni nella sua vita si è dedicato ai lavori più vari, cominciando dal fare il panettiere. Lanciato dal talent-scout Claudio Cecchetto si è imposto nel mondo dello spettacolo dapprima come DeeJay,  per poi passare alla tv nel ’98 con “Le iene”, dove emerse per simpatia e verve, fino a diventare attore, doppiatore, sceneggiatore ed anche scrittore di successo ormai da circa una decina d’anni.
   Non è un autore che mi abbia mai entusiasmato, lo considero la versione maschile della Tamaro, nel senso che scrive facendo leva appositamente sui sentimenti, sulle paure e sulle emozioni di ognuno, esprimendo con levità assoluta delle profonde verità. Pur essendo i suoi libri assolutamente lontani dall’arte narrativa ed avendo poche pretese di essere dei capolavori letterari, hanno enorme successo non solo per la notorietà del personaggio televisivo, ma proprio perché è appunto facile ritrovare argomenti degni di particolare importanza, concetti essenziali sulla vita, la morte, l’amicizia e l’amore, le grandi realtà come le piccole cose d’ogni giorno, in un contesto leggero e scorrevole, di facile lettura e poco impegnativo. Temi di grande profondità in un contesto d'evasione; una elevatezza d'animo in storie poco originali;  uno stile diretto, colloquiale, giovane e a tratti poetico, tuttavia non incisivo.




" Tu fai vedere al tuo sogno che veramente ci tieni a incontrarlo, senza pretendere che lui faccia tutta la strada da solo per arrivare fino a te, poi le cose accadono.  I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi."







   Dei vari suoi libri che ho letto, quello che mi ha colpito un po' di più è stato Un posto nel mondo, una specie di viaggio esistenziale alla fantomatica ricerca della felicità. 
L'esperienza di Michele, il protagonista di questo libro, è quella di chi arriva a comprendere che la vita va vissuta senza adagiarsi, ma guardando il mondo con gli occhi aperti.
Cercare qualcosa di diverso dal semplice accontentarsi, soprattutto cercare se stessi anche se ciò può costringere a rinunciare ad alcune sicurezze.  Inseguire i propri sogni, realizzare le proprie aspirazioni,  essere coraggiosi, prendere in mano la propria vita, sceglierla e non fare che sia lei a scegliere. Interrogarsi sempre su cosa si vuole veramente e perché.

   Anch'io considero valore l'amore che mai si abitua a se stesso e che sempre è ricerca e stupore, incontro atteso e festoso, cammino fatto insieme nella libertà e nella conoscenza. Amore che è crescita ed attenzione, progettualità e sensualità.
Credo inoltre che l'amore non sia l'esenzione dal sentimento della solitudine, né vada vissuto nell'ottica del  cercare un’altra metà che vada quasi a ricolmare dei vuoti, bensì sempre cercare se stessi, perché non c'è niente di più bello che condividere con un'altra persona la propria essenza, la proria vita.

   E così, sempre armati di lanterna, andare alla ricerca del proprio posto nel mondo, senza paura del di più o di lanciarsi
avendo il coraggio di buttarsi ... per cadere verso l'alto!


" La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, 
ma è volere tutto ciò che si fa. "


Io definirei allora la vita come un cammino verso la consapevolezza.

Quanto la ritieni essenziale come ingrediente della felicità?



mercoledì 11 maggio 2011

Milan Kundera

"Tutti noi consideriamo impensabile che l'amore della nostra vita possa essere qualcosa di leggero, qualcosa che non ha peso, riteniamo che il nostro amore sia qualcosa che doveva necessariamente essere; che senza di esso la nostra vita non sarebbe stata la nostra vita."

(da L'insostenibile leggerezza dell'essere)




E' vero: la trama della mia vita non poteva essere altrimenti...
Non sarei stata IO senza aver vissuto questo incontro.