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lunedì 24 dicembre 2012

Natale, sorgente di speranza!



Cantatelo nell'attesa dell'alba,
cantatelo dolcemente,
dolcemente all'orecchio delle tenebre del mondo!
(Gertrud von le Fort)


   
   La scrittrice e poetessa tedesca Gertrud von le Fort (1876 - 1971) ha riassunto splendidamente quale sia la chiamata che il Natale compie in ognuno di noi.
   Nella nostra realtà così complessa e in questi tempi di crisi, non solo economica, ma anche familiare e sociale, il Natale non è esclusivamente poetica bontà, ma sorgente di speranza. Natale è l’annuncio che, nonostante i nostri limiti, le nostre debolezze, qualcuno ci viene incontro, ci sceglie.   
   Comprendere che qualcuno ci ama e vuole percorre con noi il cammino della vita è la più bella delle notizie. E quindi annunciamo e portiamo a tutti questo festoso annuncio d'amore e speranza.

Buon Natale!!!!





   Grazie a tutti di vero cuore!

   Grazie a chi in questa settimana è già passato a trovarmi lasciando i suoi auguri nel precedente post e dedicandomi pensieri affettuosi e grazie a tutti voi, perché siete stati un vero sostegno per me quando, nonostante la mia prolungata assenza dal blog, avete continuato a manifestarmi amicizia, affetto, desiderosa attesa, mi avete invitato a tornare e scritto anche privatamente, vi siete preoccupati per me. Mi dispiace non aver avuto il tempo di passare da ognuno per ringraziare e per far comprendere quanto i vostri saluti e le vostre visite mi abbiano fatto felice e commosso. Sarebbe abbastanza lungo spiegare i vari motivi che mi hanno portato a dover limitare il mio blogging time, fino a doverlo quasi annullare. Spero presto di poter tornare a scrivere e a trovarvi poiché la condivisione mi manca molto e questa esperienza di conoscenze e rete di belle amicizie è stata per me meravigliosa in tutti i suoi aspetti.
   Ho preferito non chiudere il blog né metterlo in pausa, perché un blog è comunque uno spazio aperto, è sempre una porta aperta… per me e sempre lo sarà per chi mi viene a trovare. Un blog lo si può chiudere solo eliminandolo completamente dal web e ciò non lo riterrei possibile per questo spazio che è mio ed anche di tutti, non potrei cancellare pagine di riflessioni, di incontri, di comunicazione, pagine in cui sono racchiuse le emozioni ed i pensieri di tante persone.  Il mio blog è sempre aperto nonostante le mie attuali difficoltà di scrivere o dedicarmi al blogging ed è sempre accesa in me, come in voi che pazientemente mi aspettate, una speranza!

   A più di qualcuno avevo preannunciato già dalla primavera, che sentivo comunque il bisogno di cambiare qualcosa in questo blog. Per il momento ho cambiato layout, colori e titolo e poi…
insomma vi aspetto il prossimo anno 
che vi auguro sia piano di serenità e pace.
   Che sia anche per il nostro Paese e per le nostre famiglie un anno di speranze realizzate.


venerdì 17 febbraio 2012

Fiorirà


"Fiorirà sempre più bello, più fresco, più leggiadro, 
perché è vero amore, 
e perché l'amore vero cresce sempre. 
È una bella pianta 
che cresce di anno in anno nel cuore, 
allungando sempre i suoi rami, 
raddoppiando ad ogni stagione i suoi grappoli e profumi inebrianti: 
e, vita mia, dimmi, ripetimi sempre 
che niente guasterà la sua corteccia o le sue foglie delicate,
che crescerà più grande in entrambi i nostri cuori, 
amato, libero, curato, 
come una vita all'interno della nostra vita."
( Honoré de Balzac )



   Queste parole sono tratte da una lettera, datata 6 ottobre 1833, che il celebre romanziere francese Honoré de Balzac scrisse alla nobildonna polacca Eveline Hanska, il grande amore della sua vita. Un vero romanzo il loro amore: quando si conobbero e s'innamorarono lei era sposata, rimase vedova nel 1840. Si scambiarono una fitta corrispondenza, infatti sono conservate oltre 400 lettere d'amore di de Balzac dirette ad Eve.  Lui la inseguì per tutta Europa, rimanendole sempre fedele e solo nel 1850 riuscirono a sposarsi...  appena sei mesi prima della sua morte.
 
   La natura con la sua bellezza, armonia e vitalità riesce, nelle sue parole, ad essere perfetta metafora della relazione amorosa in un clima di grande positività.
    E la speranza si accompagna all'amore.

 "L'esercito dei piantatori di semi e curatori di piante è una schiera di sognatori che non si abbatte davanti alle difficoltà. "
 (Serena Dandini, da Dai diamanti non nasce niente - 2011)

   La nota presentatrice televisiva ha recentemente pubblicato un libro pieno di aneddoti e curiosità sulla sua passione per il giardinaggio. Attraverso la sua esperienza personale ed il viaggio tra i vivai ed i giardini più famosi del mondo ci porta anche a riflettere sui noi stessi e sul rapporto tra uomo e natura. Nel suo Dai diamanti non nasce niente,  Serena Dandini sottolinea proprio come il prendersi cura delle piante aiuti ad essere attenti, generosi e fiduciosi nella crescita e nel futuro, a vivere nell'attesa paziente convinti che "il meglio deve ancora venire". Insegni inoltre a saper aspettare, progettare  e desiderare e rende più facile il prendersi cura dei propri sogni. 
   Siamo di fronte agli stessi atteggiamenti di una persona innamorata o almeno questa dovrebbe essere, come appunto scriveva de Balzac, la giusta ottica per coltivare un rapporto d'amore. 
   Del resto il verbo coltivare è perfetto in questo parallelo tra l'amore ed una pianta, poiché nella sua radice etimologica troviamo il termine latino còlere, ossia aver premura, prendersi cura, rispettare, onorare ed anche abitare e vivere. 

 "Non è mai troppo tardi per mettere dei fiori nei nostri cannoni e bombardare almeno il perimetro del balconcino di casa. Perché, come recita un antico proverbio cinese, chi pianta un giardino semina felicità!"
 (Serena Dandini, da Dai diamanti non nasce niente - 2011)




- Se l'amore fosse una pianta a quale la paragoneresti? Un fiore, un albero o un ortaggio?



mercoledì 25 maggio 2011

Lo troveremo sì il nostro bacio

Lo troveremo, sì
il nostro bacio.
Sarà su di un letto di nubi,
di cristalli o di braci?
Sarà
fra un minuto,
o domani,
o nel secolo futuro,
o proprio all'estrema soglia dei mai?
Vivi, morti? Lo sai?
Con la tua carne e la mia,
con il mio nome ed il tuo?
O forse dovrà essere con altre labbra,
con altri nomi
e dopo secoli,
ciò che oggi vuole essere,
qui, sin da ora?
Non lo sappiamo.
Sappiamo che sarà.
Che in qualche cosa, sì, e in qualcuno
si dovrà realizzare
questo amore inventato
senza terra nè data
dove posarsi ora:
il grande amore sospeso.
E che forse, dietro
cortine di anni,
un bacio sotto cieli
che mai abbiamo visto,
sarà, senza che lo sappia
chi crederà di darlo,
trasceso alla sua gloria,
il compimento, infine,
di quel bacio impaziente
che ti vedo aspettare,
palpitante sulle labbra.
Oggi
il nostro bacio, il suo letto,
stanno nella fede soltanto.

(Pedro Salinas)



René Magritte - Gli amanti. New York, R. S. Zeisler collection
da www.tuttomagritte.altervista.org
Salinas è un poeta che adoro molto. Mi piace perchè nelle sue poesie l'amore è una ricerca di comunicazione in un dialogo sempre introspettivo e riflessivo alla ricerca della verità e del senso anche quando tutto appare irraggiungibile ed impossibile. In questa poesia dove tutto sembra sospeso, inventato... alla fine brilla la fiducia e la speranza.


Il bacio di Magritte è proprio, secondo me, l'associazione visiva che dà immagine a questi versi. I due amanti si scambiano un bacio coperti da un panno. Ad una prima impressione sembra che esso sia segno della impossibilità di comunicare o persino di amare, in un'atmosfera quasi drammatica ed angosciante. Ma è un'espressione surrealista, ciò significa che vi è il sogno ed il mistero. Anche qui i due sono sospesi, come se si fossero allontanati dal mondo nel momento in cui si scambiano il loro bacio appassionato.
E allora non è la negazione del gesto, anzi, è il trovare il senso profondo del bacio. L'artista esprime che c'è qualcosa che va oltre il linguaggio del corpo, mi dice che in un bacio c'è qualcosa di invisibile nel visibile.
E di visibile nell'invisibile.
...