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giovedì 31 maggio 2012

Il mio amore la mia complice e tutto - Mario Benedetti

Mario Benedetti - Ti amo

Le tue mani sono la mia carezza,
i miei accordi quotidiani
ti amo perché le tue mani
si adoperano per la giustizia
se ti am
o è perché sei
il mio amore la mia complice e tutto
e per la strada fianco a fianco
siamo molto più di due
i tuoi occhi sono il mio esorcismo

contro la cattiva giornata
ti amo per il tuo sguardo
che osserva e semina il futuro
la tua bocca che è tua e mia
la tua bocca che non si sbaglia

ti amo perché la tua bocca
sa incitare alla rivolta
se ti amo è perché sei
il mio amore la mia complice e tutto
e per la strada fianco a fianco
siamo molto più di due
e per il tuo aspetto sincero
e il tuo passo vagabondo
e il tuo pianto per il mondo
perché sei popolo ti amo
e perché l’amore non è un’aureola

né l’ingenuo finale di una favola
e perché siamo una coppia
che sa di non essere sola
ti voglio nel mio paradiso
ossia quel paese
in cui la gente vive felice
anche senza permesso
se ti amo è perché sei
il mio amore la mia complice e tutto
e per la strada fianco a fianco
siamo molto più di due.



   Mario Benedetti è stato uno straordinario poeta, scrittore e giornalista. Uruguayano di nascita, ma di origini italiane. La grande vastità di opere che ha lasciato prova la sua cultura, la sua passione umanitaria e politica e tutto il suo impegno nel costruire una patria, una casa comune per tutti i latinoamericani. Benedetti è il poeta dell’amore e del quotidiano, con il suo stile diretto quasi colloquiale ha saputo descrivere non solo sensazioni legate ai sentimenti, al tempo, ma toccare anche temi sociali quali la povertà, l’ingiustizia, la solitudine e altre varie inquietudini dell’animo umano.
   La bellezza di questa poesia sta nel suo arrivare all'essenza dell'amore, in maniera diretta, genuina e fuori da stereotipi romantici: L'amore non è un'aureola né l'ingenuo finale di una favola.  Cosa potrebbe sentirsi dire di più una donna dal proprio uomo se non che è il suo amore, la sua complice, il suo tutto.

   Sono versi che ben potrebbero dedicarsi ad una persona profondamente amata. 
   Eppure le parole della poesia Ti amo non sono rivolte solo ad una donna, ma anche a tutto il suo popolo. Mario Benedetti scriveva poesie quando il suo paese viveva in un regime totalitario dove non si potevano esprimere idee di cambiamento se non in maniera velata, per cui egli esprime l'amore per la sua donna e nello stesso tempo e con le stesse parole l'amore per il suo popolo oppresso e parla di giustizia sociale e fratellanza. 
   In quell'amore per lo sguardo che sa osservare e seminare il futuro c'è la speranza del cambiamento, che non è solo un sogno ad occhi aperti di giorni migliori. Nell'amore per la bocca tua e mia che sa incitare alla rivolta c'è tutto l'urlo ribelle di un popolo che grida parole  di libertà. 
   Ed in questi versi si rivela a chi il poeta si rivolge: per il tuo aspetto sincero / e il tuo passo vagabondo / e il tuo pianto per il mondo / perché sei popolo ti amo. 

   Vorrei dedicare questa poesia agli abitanti dell'Emilia colpiti dalla tragedia del terremoto, perché sappiano di non essere soli nel loro dolore. Nel loro cammino di ricostruzione e di riconquista della serenità tutti noi siamo complici, siamo vicini sulla stessa strada fianco a fianco e siamo tanti, un solo popolo,  tutti insieme!!!




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Mario Benedetti
Perché sei mia perché non sei mia



martedì 3 aprile 2012

Fai bei sogni

"Le donne non si conquistano con le corde vocali, ma con gli orecchi. Noi maschi sprechiamo tempo a rintronarle di battute memorabili quando l'unica cosa che ci chiedono è di prestare attenzione ai loro pensieri."



"Le nostre dita si intrecciarono e lei me le strinse. Non esiste momento più bello, all'inizio di una storia, di quando intrecci le dita in quelle dell'altra persona e lei te le stringe. Ti stai affacciando su un mare di possibilità.
Protesi le labbra verso le sue, ma non dovetti compiere l'intero percorso perché me le trovai addosso a metà strada.
Sapevano di bei sogni."



"Scoprivo che l'amore poteva essere un bastone a cui appoggiarsi, ma rimaneva anzitutto una spada per conquistare una nuova potenzialità. Per anni lo avevo vissuto come un acquisto, mentre era la cessione di qualcosa a un'altra persona."



"Ti volevo soltanto dire che non mi manca una donna. Mi manchi tu. Che sei una donna, e che donna. Ma sei qualcosa di più: l'altra metà di me."
                                                                                   (Massimo Gramellini, da Fai bei sogni)


   Massimo Gramellini è un giornalista noto per la sua capacità di osservare la realtà in modo attento ed ironico. E' uno dei vicedirettori de La Stampa, dove, tra l'altro, da oltre dodici anni cura la quotidiana rubrica cult il Buongiorno in cui commenta in poche righe dense di sagacia il fatto più significativo della giornata. E' uno scrittore: ha pubblicato diversi saggi sulla storia politica italiana e sul Toro, la sua squadra del cuore e due romanzi: L'ultima riga delle favole nel 2010 e Fai bei sogni nelle librerie da un mese.
   Massimo Gramellini è soprattutto un uomo che, con  il suo bagaglio di fragilità, di nevrosi e di perché ha fatto un percorso lungo quarant'anni durante il quale ha saputo guardarsi dentro alla ricerca della consapevolezza di sé. 
   Fai bei sogni non è propriamente un'autobiografia, bensì una storia che ha in comune con la vita dell'autore quella introspettiva ricerca della verità. E' un romanzo (e l'autore ha tenuto a definirlo tale in copertina) intessuto però di fatti realmente accaduti e di emozioni. Si tratta di una storia intensa e commovente, di solitudine e sofferenza, mai mielosa anzi sempre attraversata da ironia. Una storia che ti costringe a guardarti dentro e a farti delle domande. Gramellini ha sentito il bisogno di raccontarla per condividerla, ma nello stesso tempo l'ha  scritta per sé in un significato di liberazione dai tanti dubbi, travagli interiori e solitudini. 
   
   L'autore ha ripercorso la sua vita dal giorno in cui rimase orfano di madre, realtà alla quale non ha mai saputo darsi vere e proprie risposte. Del resto nessuno di coloro che gli era vicino ha saputo dargliene: nell'idea di preservarlo da un dolore più grande tutti gli hanno sempre nascosto la verità. Quel bambino è cresciuto con l'idea dell'abbondono di un amore, dolore che ha rivissuto in ogni sua successiva esperienza sentimentale, rinnovando sempre la difficoltà di lasciarsi andare ai sentimenti nella paura di perderli e venire lasciato. E' un libro che parla molto d'amore aiutando a distinguere il brusio mutevole delle emozioni dal linguaggio eterno dei sentimenti. 


   Per tutta la vita quel bimbo si è sentito non amato, si è portato dentro una sofferenza mai accettata completamente e questo non gli ha permesso di guarire, di vivere. Ciascuno di noi si porta dentro un dolore che ci rende parte della stessa umanità, e questa fratellanza ci porta alla compassione, ossia alla con-passione, al sentire inseme le sofferenze e le commozioni dell'animo di ognuno. Questo libro ci insegna anche quanto sia doveroso  rivolgersi agli altri sempre con rispetto perchè dobbiamo ricordare che tutti hanno una parte che deve essere protetta anche dalle nostre parole e dal nostro atteggiamento nei loro confronti.



"I se sono il marchio dei falliti! Nella vita si diventa grandi nonostante."


"La paura uccide sempre l'amore."

(Massimo Gramellini, da Fai bei sogni)


   
   Il tema profondo che attraversa il romanzo è la verità e se sia sempre necessario dirla alle persone che amiamo e fino a che punto. La verità destabilizza ma rifiutarla significa rimanere bambini, non crescere. Come Gramellini, anche io sono convinta che un tassello mancante può far cambiare il corso di una vita. La verità richiede coraggio, non sempre è facile affrontarla, figuriamoci dirla o accettarla, a volte è quella più difficile a cui credere.
   L’unica maniera per riuscire a fare pace con se stessi ed evolvere è perdonare. L'eroe che consuma la vendetta non riequilibria ma pone le condizioni di un nuovo dolore. Penso che i ricordi non si possano cancellare o eliminare, si può rimuovere il dolore associato ad essi e farlo con il perdono, che è un dono-per... amore!


"Solo il perdono ti rimette in contatto con l'energia dell'amore."
(Massimo Gramellini, da Fai bei sogni)


René Magritte - Gli amanti (le verità negate) - Australian National Gallery

Per te è sempre doverosa la verità?  
Per quanto dolorosa va sempre rivelata?  Anche in amore? 
Ci possono essere dei confini? e quali?
La verità può far male o fa peggio la menzogna?
Una verità non detta, omessa, è un tradimento?


sabato 4 febbraio 2012

L'amore è ... siamo noi!!


L'amore è mancanza di distanze
L’amore è girare il mondo senza dover partire
L’amore è il tuo nome l’unica meta del mio viaggio.

L'amore è accoccolarsi sul divano a guardare qualche stupidaggine in tv
L'amore è parlarsi con lo sguardo
L'amore è infilarsi sotto le coperte e trovarti lì ad aspettarmi a braccia aperte. 

L'amore è indescrivibile e sempre in evoluzione
L'amore è tutto per coloro che lo hanno trovato
L'amore è condivisione, entrare l'uno nel cervello dell'altro per rapirne il cuore.

L'amore è quella strana sensazione allo stomaco
L'amore è sorridere da soli ripensando ad un momento insieme
L'amore è sognare ad occhi aperti.

L'amore è capirsi senza dire una parola
L'amore è intesa fisica e mentale
L'amore è una forte emozione quotidiana.

L'amore è sentirsi una persona sola pur essendo in due
L'amore è i difetti che diventano virtù
L'amore è un dono prezioso, una fortuna.

L'amore è riuscire a volare pur essendo un pachiderma
L'amore è mangiare il sushi insieme
L'amore è dividersi l'ultimo boccone nel piatto.

L'amore è quella cosa che quando non ce l'hai non sei nulla
L'amore è vivere in simbiosi
L'amore è quando avresti voglia di andare via... e invece rimani ancora.

L'amore è rinuncia
L'amore è sacrificio
L'amore è essere felici insieme agli altri.

L'amore è decidere cosa vedere insieme in Tv e ridere dei programmi
[ scandalosi che ci sono in giro...
L'amore è quando la sera mi abbracci prima di addormentarti
L'amore è io e te per mano, sentirci soli in mezzo a migliaia di persone.

L'amore é capire la tua fatica 
L'amore è ringraziarti perchè capisci i miei limiti
L'amore è volerti bene come a un figlio.

L'amore è sapere cosa ti fa piacere e farlo per te con gioia
L'amore è comprendere al volo la tua stanchezza
L'amore è rispetto. 

L'amore è cogliere un fiore per te
L'amore è troppe cose, fortunato chi le scopre tutte
L'amore è stare semplicemente insieme al fuoco di un camino. 

L'amore è accorgersi che mani e pensiero possono percorrere sentieri diversi
L'amore è il silenzio carico di Parole cercate
L'amore è stupirsi ogni giorno, perchè non è mai scontato.

L'amore è prendersi in giro reciprocamente e poi ridere insieme. 
L'amore è pensare a te con la certezza che un nuovo bellissimo giorno
[ sta per iniziare
L'amore è cura che ha efficacia taumaturgica.

L'amore è ricevere dalle mani di una fata un bianco bucaneve
L'amore è cercare in tutti i regni magici la lacrima di una ninfa per fartene dono
L'amore è raccogliere le 7 erbe magiche per sognare il tuo volto.

L'amore è un mistero
L'amore è un ritmo antico che batte e batte 
senza un arco temporale preciso
libero di andare sempre 
con il vento.

(Teo, Elisena, Chiaretta, Simo, Tomaso, Costy, Melinda, Vickyart, Giglio,
Francesca, Cavaliere oscuro del web, Rosa, Lory, Guard. del faro,
Francesca, Lorenzo, Lu, Michelina D.M., Cirano, Strawberry,
Sirio, Soffio, Paola, Dandelion, Gianna, la Miky, Maddy,
Gnomo del rosmarino, Strega bugiarda e Adriano M., Jordan)




"Libera il poeta che è in te" mi verrebbe da dire ad ognuno.  

   Questa poesia è il risultato davvero straordinario del laboratorio di scrittura creativa lanciato due giorni fa, che ha permesso a molti di voi, anche a coloro che gestiscono blog aventi temi diversi dalla poesia, di approcciarsi molto semplicemente, quasi per gioco, a questa realtà e scoprire le proprie potenzialità creative. 
   A me appare come una vera sinfonia corale, con una struttura assegnata fra il classicheggiante ed il post-romantico ed una strumentazione ricchissima per varietà timbrica, numero di elementi e fluttuazioni dinamiche .... da orchestra mahleriana!!
  La ricchezza delle espressioni e le sfumature che avete colto formano il tessuto della melodia, dove ogni nota è un istante fermato, un gesto di poesia concreta. 
   L'esperimento era molto semplice ed anche se qualcuno ha ritenuto di non potercela fare, sono riuscita ad estrapolare dal suo commento il suo verso sull'amore. Sono contenta di questa adesione sincera e spontanea, presto allora vi lancerò nuove sfide in quello che diventerà il nostro laboratorio.



   In questa settimana ho ricevuto da ben quattro care amiche il seguente premio che ho riposto nello scrigno prezioso dei miei DONI per custodirlo in ricordo. Ringrazio per aver pensato a me (in ordine alfabetico):

Gingi Strega Bugiarda 
Sciarada Anima Mundi
Vicky  Arte in cucina



e per chi non le conoscesse invito a visitare i loro blog, nella loro diversità sono tutti interessantissimi perchè gestiti da donne intelligenti e davvero versatili.



   Questa pluri-nomination, oltrepassando il significato di una simpatica catena, mi riempie di gioia per la manifestazione di stima e d'affetto che essa rappresenta.
   A questo punto dovrei dirvi qualcosa di me in 7 punti e nominare altri 15 blogger destinatari del premio. Chiedo scusa se non rispetto tali regole, ma penso che nel presentarsi da soli si corra il rischio di essere autoreferenziali, forse sarebbe molto più interessante per voi sapere da 7 persone diverse che mi conoscono bene come mi definirebbero. Le troverò e vi farò sapere la prossima volta che ricevo un premio :-)
   E per quanto riguarda la nomina di altri blogger, trovo un po' di difficoltà in quanto ho visto che il premio è già diffusissimo, quindi propongo a chiunque ancora non lo abbia ricevuto e volesse ritirarlo di considerarlo un mio personale dono.


martedì 31 gennaio 2012

L'amore è


L’amore è sentire freddo sul retro di un furgone
L’amore è un club con due soli soci
L’amore è camminare tenendosi le mani sporche di vernice
L’amore è

L’amore è fish and chips nelle sere d’inverno
L’amore è una coperta piena di strani piaceri
L’amore è quando non spegni la luce
L’amore è

L’amore è i regali nelle vetrine di Natale
L’amore è quando ti senti primo in hit parade
L’amore è quello che succede quando la musica finisce
L’amore è

L’amore è mutandine bianche che giacciono abbandonate
L’amore è una camicia da notte rosa ancora un po’ calda
L’amore è quando te ne devi andare all’alba
L’amore è

L’amore sei tu e l’amore sono io
L’amore è un carcere e l’amore è libero
L’amore è quel che c’è quando sei lontana da me
L’amore è...
 

 (Henri Adrian)


   Il poeta e pittore britannico, Henri Adrian (1932-2000) è stato un  artista molto amato nel suo Paese e non solo. Era noto come uno dei "poeti di Liverpool", da molti persino considerato il fondatore e teorico di questo gruppo di scrittori legati al mondo pop-rock. Il loro obiettivo era quello di trasportare la poesia dal mondo accademico nelle mani della gente comune, dalle librerie per le strade, organizzando ad esempio incontri di lettura nei pub. In effetti Adrian ha contribuito molto ad ampliare la platea della poesia, considerata una forma d'arte elitaria, avvicinando i giovani inglesi al suo ascolto negli anni a cavallo fra i '60 e i '70. E' stato un grande comunicatore, insegnante ed autore anche per il teatro.
   Le caratteristiche della sua poesia sono la semplicità e l'immediatezza del linguaggio, la freschezza delle immagini che prendono spunto dal mondo quotidiano e a cui lui dona un tocco surreale.


   In questa poesia, lontana da ogni tipo di lirismo stucchevole, c'è il tentativo di dare una definizione dell'amore - di per sé impossibile -,  proprio attraverso le sensazioni e le immagini della quotidianità.  L'amore non è solo un sentimento aulico, una romantica fantasia, o quel che move il sole e l'altre stelle. L'amore è anche qualcosa di concreto. E' fatto di gesti che diventano testimonianza e pedagogia di una realtà più profonda e misteriosa.



   Nei commenti al precedente post L'educazione delle fanciulle, più di qualcuno ha portato la sua esperienza concreta in merito al corteggiamento, descrivendo non tanto strategie o gesti  diretti alla conquista, quanto direi piuttosto alla riconquista, ossia descrivendo i gesti d'amore che in una coppia rappresentano il corteggiamento continuo fatto di attenzione, conoscenza e quotidianeità. 
   Ad esempio Lucia di Lufantasygioie, ha scritto "magari un caffè alle 6,30 del mattino che viene fatto per te, perchè odi farlo da sola. Magari un frutto sbucciato, tu che odi sbucciare la frutta e per questo non la mangi. Magari quando sei stanca e hai mal di testa e si dovrebbe lavare il pavimento perchè ne ha bisogno e lui che si offre al tuo posto." 
   E Lorenzo: "Mi sovviene qualche litigio con lei, vederla muoversi arrabbiata, il sapere che sta iniziando una sorta di piacevole rito, lei aspetta questo io mi aspetto quello... e' questo il corteggiamento continuo, l'attenzione per lei, la presenza di lui, nel bene e nel male...." ed ancora: "quando dividi tutto il cibo in tavola in due... magari l'ultimo boccone sul piatto. Io lo trovo di una amorevole delicatezza".


   Ecco, siete stati voi a farmi venire in mente questa poesia di Adrian e contemporaneamente la possibilità di provare insieme ancora una volta a trascrivere le emozioni o, semplicemente stavolta, a scrivere dei versi. Il poeta ha posto al termine dei puntini di sospensione perché le sue definizioni di amore non sono qualcosa di compiuto ed assoluto, ma è come se avesse passato ad ogni lettore il testimone per continuare il suo percorso. Ha lasciato a tutti lo spazio per aggiungere il proprio verso e cimentarsi con la poesia. 
   Sono sicura che riusciremo anche noi a dimostrare come essa non sia qualcosa di ricercato e necessariamente lirico, ma un desiderio di espressione che può essere il  linguaggio di  tutti ed appartenere ad ognuno.

   Proviamo a fare di questo post e con i vostri commenti una sorta di laboratorio di scrittura creativa ed a ricomporre questa poesia coralmente. Nel caleidoscopio di sensazioni, gesti, situazioni, si riuscirà a dare una definizione di amore? Non credo, la poesia non definisce ma interpreta, quindi non occorre preoccuparsi di dare una definizione esatta. Non bisogna neanche sforzarsi di essere originali, ma solo e molto spontaneamente ascoltarsi e riportare il proprio sentire in frasi (può bastare anche una sola) che musicalmente iniziano per tutti allo stesso modo.

"La poesia è una scintilla di rivelazione.... quale sarà il tuo verso?"
 (dal film  L'attimo fuggente)
   
E allora, inizio io:

L'amore è il silenzio fra la tue braccia 
l'amore è comprare due biglietti per il tuo concerto preferito
l'amore è quel che rende tutto il resto superfluo  

l'amore è riconoscere il tuo odore
l'amore è l'incastro tra me e te
l'amore è passarsi il chewing-gum 

l'amore è ... 

mercoledì 25 gennaio 2012

L'educazione delle fanciulle

"Per far durare l'amore bisogna usare il buon senso. Tacere quando è il momento, ogni tanto lasciar correre, chiudere gli occhi e aspettare che passi la bufera."

"L'amore è un sentimento multiuso... 
È come una borsa dell'acqua calda mentre fuori nevica."

"È dallo sguardo che vedi se una persona ti desidera o meno. Ed è bellissimo percepirlo. Senti proprio gli ormoni che fanno la ola."
(Luciana Littizzetto, da L'educazione delle fanciulle  -  2011)


   Franca Valeri e Luciana Littizzetto, si confrontano ne L’educazione delle fanciulle sui temi dell’amore, i primi approcci e l’evoluzione nel rapporto uomo-donna. Il sottotitolo Dialogo tra due signorine perbene non deve trarre in inganno. Le autrici sono due grandi nomi dell'umorismo italiano, per cui non siamo dinanzi ad un'elaborazione intellettuale come da dialogo socratico. Piuttosto si tratta di una chiacchierata tra amiche che, pur appartenendo a generazioni diverse, provenendo da classi sociali differenti ed avendo gusti e modi di vita diversissimi, hanno in comune una grande ironia e la capacità di ridere su molte realtà che riguardano le donne, gli uomini e l’educazione sessuale. La Valeri ha una visione più arguta e nostalgica, un umorismo ironico caratterizzato dal giro di parole, lascia sempre intuire ciò che è ovvio. Invece la Littizzetto, con meno eleganza ma più verve, parla chiaro e senza freni inibitori.
   Una conversazione che ad ascoltarla sarebbe stata sicuramente più divertente e coinvolgente di quanto non lo sia stato leggerla.
   Un libro un po' deludente, di quelli che non lasciano il segno. Troppo pieno di luoghi comuni. A parte la mancanza del "non esistono più le mezze stagioni", ci sono tutti: da quelli sulle suocere alla chirurgia estetica, dall'uomo che non sa far la spesa al classico "i giovani d'oggi non sono più quelli di una volta"Non sempre originali le battute della Littizzetto e dalla Valeri mi sarei aspettata qualcosa in più. Un libro che ha un pregio: la brevità. Si legge in una serata, in una di quelle in cui si ha voglia di chiacchierare, ricordare e oscillare tra riflessione e  divertissement.
   In questo incontro di esperienze e racconti spiccano per intensità le pagine in cui Luciana Littizzetto parla della sua maternità senza gestazione e dei suoi figli adottivi adolescenti.
   Particolarmente efficaci alcuni confronti tra la mentalità descritta dalla Valeri, ossia quella degli anni '40 -'50 e quella degli anni '70-'80 della Littizzetto, come quelli sul corteggiamento, il matrimonio  e quello sul tema tradimento.

"Ero tollerante nei confronti del tradimento.Gli uomini sono fatti così, non si accontentano di una vita sola."
(Franca Valeri, da L'educazione delle fanciulle  -  2011))


F.V. "Però alla donna piace l’idea di essere corteggiata. Certi sguardi guidati dall’intenzione, un fiore, una cartolina da un luogo significante: ecco, ci sono delle piccole mosse che ti fanno sentire prescelta.


L. L. "Ma esistono ancora gli uomini che regalano le rose rosse, aprono la portiera, versano il vino? Sei sicura? Forse io conosco soltanto esemplari di homo sapiens, abominevoli uomini delle nevi. Però ti devo anche dire che alcuni segni di corteggiamento della tua epoca mi sembrano tante piccole manette. Mi farebbero venire l’affanno. Dopo il fiore c’è l’invito a teatro, poi scatta l’anello, poi arriva la presentazione alla famiglia e da lí alla bomboniera con i cigni di Swarovski è un attimo. Il percorso segnato lo trovo ansiogeno. Non mi piacerebbe.
Invece io penso che una cosa che piace molto alla donna è qualcuno che le chieda: come stai?
Tutto lí"




- Ti ritrovi in qualcuna di queste citazioni-esperienze?
- Pensi che esista ancora il corteggiamento?


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venerdì 13 gennaio 2012

Alda Merini - L'ora più solare per me

L'ora più solare per me
quella che più mi prende il corpo
quella che più mi prende la mente
quella che più mi perdona
è quando tu mi parli.
Sciarade infinite,
infiniti enigmi,
una così devastante arsura,
un tremito da far paura
che mi abita il cuore.
Rumore di pelle sul pavimento
come se cadessi sfinita:
da me si diparte la vita
e d'un bianchissimo armento io
pastora senza giudizio
di amor mio mi prendo il vizio.
Vizio che prende un bambino
vizio che prende l'adolescente
quando l'amore è furente
quando l'amore è divino.
(Alda Merini, da La volpe e il sipario, 1997)


   Saturno, l’inserto culturale de Il Fatto Quotidiano,  ha recentemente pubblicato la classifica dei 10 poeti che hanno venduto di più in Italia nel mese passato. Nessuno di questi autori risulta nella top generale dei libri più venduti, poiché la poesia non guadagna spesso uno spazio, prevalendo la narrativa od i saggi, le biografie ed i libri di cucina.    
   Il primo posto è, con il libro Poesia dal silenzio, del poeta svedese Tomas Tranströmer, vincitore nel 2011 del Premio Nobel per la Letteratura,  ma ben tre posizioni (la V, l'VIII e la X) sono occupate da Alda Merini, con le seguenti opere: Fiore di poesia 1951-1997, Delirio amoroso e Folle, folle, folle di amore per te. Poesie per giovani innamorati
   Complessivamente è l'autrice che vende di più e c dimostra il vivo interesse verso questa grande poetessa che rimane, nonostante la sua recente scomparsa, una protagonista della scena culturale italiana. 
   
   Un animo sempre in bilico tra lucidità e follia, dolcezza e scontrosità, misticismo ed erotismo, Alda Merini ci ha regalato, scandagliando il suo animo, il suo dolore, i suoi amori, ispirate ed intense poesie dal valore universale.
   In questi versi descrive non tanto lo stato di grazia dell'innamoramento, quanto un sentimento che provoca un subbuglio dei sensi ed un turbine di emozioni, un'estasi dello spirito, come un prodigio nel quale perdersi, una realtà nella quale ritrovarsi. 
   Tutto è amplificato in presenza dell'amore. L'avverbio più compare per ben quattro volte all'inizio della poesia, non c'è nulla che possa coinvolgere od essere atteso quanto un dialogo che dischiuda ai segreti del cuore. 
   Quando la persona amata ci parla è un dialogo di emozioni, non c’è solo ascolto o comunicazione, ma relazione e appartenenza ed anche l'infinito mistero di come tutto questo possa accadere. C'è anche la paura dell'incomprensione, ma la voglia di perdersi nell'intimo e prezioso labirinto del proprio amato è tanta da superare ogni saggezza. 
   Un desiderio che rasenta il vizio.
   E se incontro ed emozione diventano vizio, non è da intendersi come dipendenza o come depravazione, perché è quello semplice e gioioso, rassicurante e sempre nuovo nella sua ripetitività che può avere un bambino o quello di un adolescente che unisce favola a tempesta ormonale . 
   
   Oltre all'indiscussa importanza delle parole ed indipendentemente dal messaggio che una voce possa veicolare, essa ha anche una sua intrinseca capacità di coinvolgimento emotivo. La voce ha un suo timbro che può risultare particolarmente gradevole e attraente. 
   La voce è unica come le impronte digitali, non è semplicemente suono, perché ha una risonanza spirituale per cui direi che è come un’impronta dell’anima ed è lì che lascia anche il suo segno.
  Ecco che, se poi si è innamorati, il suono di questa voce può prenderci l'anima e il corpo e trasformare qualsiasi ora del giorno nella più luminosa, la più calda. 
   
  Ti è mai capitato di ascoltare qualcuno/a e pensare questa voce mi affascina? mi eccita?





martedì 6 dicembre 2011

Te - Erich Fried

Te
lasciarti essere te
tutta intera
Vedere
che tu sei tu solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire
Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare
Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione e saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto-
di tutto
quel che tu sei
Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza
Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile
(Erich Fried



   Erich Fried è una tra le figure più illustri della moderna letteratura austriaca. Di origine ebrea, fu costretto ad abbandonare il suo paese a causa delle persecuzioni naziste e si rifugiò a Londra dove, prima di arrivare ad esercitare la professione di scrittore e giornalista svolse anche vari lavori, dal bibliotecario all'operaio. 
   Ha pubblicato vari romanzi, persino un libretto d'opera e più di 25 raccolte di versi, sebbene fama e grandi premi letterari gli siano giunti solo negli ultimi anni della sua vita
   Nelle sue opere i temi politici a volte si intrecciano con quelli più sentimentali. La sua poesia è un grido appassionato per la giustizia, la tolleranza ed un mondo migliore.
   
   Anche in questi versi egli esprime un amore fatto di comprensione, di rispetto, di libertà. La ripetizione delle parole lasciarti essere te, pure nel chiedersene il significato, non sono un'inutile reiterazione, bensì rappresentano l'entrare in profondità del sentimento ed anche della persona amata che non è oggetto quanto soggetto di questo sentimento, non è destinazione ma punto di partenza. 
   Non afferma semplicisticamente che sia facile amare di una persona anche ciò che a fatica si sopporta, tutt'altro... ma che non è forse così difficile quando si coglie la bellezza di ogni sfumatura, la necessità di non sottrarre alcun aspetto della personalità e se si tiene conto inoltre che ognuno ha in sé il bene ed il male, i pregi ed i difetti.
   
   
   Lasciarti essere te. Parole molto lontane dall'idealizzazione di un amore romantico, che può anche essere pericolosa nel momento in cui si spezza l'incantesimo. Sono tuttavia parole di puro amore perchè rendono la persona amata unica, speciale, straordinaria nella sua interezza, nel suo essere se stessa.
   Ciò non significa, secondo me, intendere l'amore come accettazione o soddisfazione passiva, sano realismo per eludere le delusioni, né fuga dalla crescita o chiusura alla limatura dei difetti; piuttosto io vedo in questo proprio la forza creatrice ed attiva dell'amore, che può trasformare le imperfezioni in fascinazione e desiderare l'altro non per puro calcolo razionale o saggio ma per la nostalgia di quel tutto e per l'emozione che gli riconosce ed attribuisce valore.




   

mercoledì 3 agosto 2011

Sei tutto


Ormai sei nel mio sangue,
nelle vene e sulla pelle.
Sei il vento che mi sfiora
e il mare che mi culla,
cantandomi una nenia.
Sei il sole e la luna
e l'ombra della sera.
Sei cielo e terra, estasi e dolore.
Sei musa dei miei versi,
e, come tale, icona eterea
e vestale d'un sogno,
ma pure carne, desiderio
ed ardente passione.
Sei tutto tu, tutto,
come l'amore vero.

(Nigel Davemport)

  
   Nigel Davemport è un grande appassionato di poesia, non si considera un poeta né si illude di esserlo, si definisce un verseggiatore dilettante. Si occupa attivamente di teatro, segue il cinema da spettatore, ascolta con piacere la musica, in particolare le colonne sonore, ama l’arte in tutte le sue manifestazioni e le sue forme. E’ un partenopeo che adora  la sua Napoli, nonostante i molteplici problemi di questa splendida città in cui vive e lavora.
   Un uomo molto aperto e disponibile, garbato e colto, che detesta la falsità, l’arroganza e il pettegolezzo, un tipo costante e concreto. Sono lieta di ospitarlo nelle pagine del mio blog e presentarvelo. Ho avuto modo di parlargli, conoscerlo e simpatizzare insieme grazie a Skype.
A lui ben si adatta la mia definizione di human blogger, ossia una persona sincera e convinta che i rapporti virtuali debbano crescere, lievitare e assumere densità, approdando, quando è possibile, anche ad incontri di gruppo e difatti da tempo conserva e nutre legami ormai divenuti indissolubili con altri blogger...  o meglio, altre persone.  
   Preferisce usare uno pseudonimo… anzi due, visto che è conosciuto anche come Guardiano del faro, nickname che conserva dai tempi in cui con altri amici scriveva su un blog chiamato il Faro. Una scelta basata sul fatto che non sempre si può dire tutto a tutti, perchè a volte si possono svolgere attività inconsuete, per cui parlandone si potrebbe correre il rischo di essere fraintesi e allora è meglio che la collettività valuti solo ciò che una persona scrive. E tramite i nomi che ha scelto possiamo capire ancora qualcosa di lui: innanzitutto che ami il mare e per questo ha scelto di abitarvi vicino lavorando in un faro.
   Il faro come simbolo di luce e tranquillità, il suo rifugio e la sua casa, lontano dal fragore del  mondo e dal cicaleccio dei ciarlatani.

   Le sue poesie sono a volte dei sogni ad occhi aperti, altre volte ironiche e scanzonte, ma sempre molto eleganti.  Vi consiglio di ascoltare la  lettura ed interpretazione che ne ha fatto nel suo video. Io ne ho apprezzato il gusto nella scelta sia delle immagini appropriate che del sottofondo musicale, Giochi proibiti eseguito alla chitarra classica... ad una chitarrista non poteva sfuggire il particolare di questo brano semplice ed incantevole.

   Amare è poter dire a qualcuno sei tutto per me!
   L'amore è completezza, totalità, universalità dell’essere e del sentire, causa e compimento, astrattezza del sogno e concretezza della carne. La perfezione del sentimento non è data dalle qualità della persona amata ma risiede in ciò che ella riesce a far vibrare, scoprire, ispirare e vive tanto nelle emozioni impalpabili dell‘animo quanto nella passione che accende il corpo, che scorre nelle vene.