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sabato 27 agosto 2011

Ti cammino sul cuore, ed è un trovarsi d'astri...

 Dammi il mio giorno;
ch'io mi cerchi ancora
un volto d'anni sopito
che un cavo d'acque
riporti in trasparenza,
e ch'io pianga amore di me stesso.

Ti cammino sul cuore,
ed è un trovarsi d'astri
in arcipelaghi insonni,
notte, fraterni a me

un incurvarsi d'orbite segrete
fossile emerso da uno stanco flutto;
dove siamo fitti 
coi macigni e l'erbe.
(S. Quasimodo - Dammi il mio giorno)






Questa poesia è tratta dalla raccolta Oboe sommerso (1932) composta dall’impareggiabile Salvatore Quasimodo, uno tra i più grandi rappresentanti del nostro Ermetismo e premio Nobel per la letteratura nel 1959.
La sua poesia è una voce intima, una ricerca interiore, profonda e continua delle verità. Non si è avvicinato alla letteratura per un gusto d’evasione ma proprio per il bisogno di scoprire la propria verità e dentro essa la verità della realtà assoluta dell’uomo e così ha intrapreso il suo viaggio umano dentro gli errori e le contraddizioni, i sentimenti e i dubbi, le speranze e le illusioni. E’ il poeta dell’ambiguità e della complessità del nostro vivere e della voglia di una identificazione con i segni del cosmo.
Tutti questi aspetti della sua poetica li ritroviamo in Dammi il mio giorno, dove con il suo linguaggio scarno ed essenziale inoltre riesce a dare dell’Amore un ritratto completo.

E’ tenerezza e speranza, vita e luce, … tutto in quella richiesta come l’invocazione di una preghiera, in quell’imperativo di apertura che potrei paragonare al carpe diem oraziano, ossia vedo la volontà a rendere l’amore presente e vivo ogni giorno, ogni istante, l’invito a rinnovarlo ad ogni sorgere del sole per non lasciarlo nei ricordi e piuttosto viverlo fino in fondo prima che il tempo sia di nuovo passato.
E’ ricerca di se stessi e dell’altro in quel guardarsi riflessi nell’acqua per ritrovarsi e riconoscersi. E’ dolore e consapevolezza perchè nella vita non ci sono solo i fiori e l’erba con i loro profumi, ma anche i macigni e la concretezza di un’esistenza il cui percorso è tormentato, fatto di curve e tanta solitudine.
Ma tutto il senso di questo immenso sentimento è nei versi centrali dall'elevato valore poetico, bellissima la sua capacità di armonizzare i concetti con le immagini ed in particolare mi piace vedere l’amore come movimento: camminare ed incontrarsi.

L'Amore rende l’uomo infinito, 
parte dell’universo come un astro, 
parte della storia come un fossile, 
grande ed eterno!
(R.B.)









Salvatore Quasimodo è un poeta siciliano che ha spesso vagheggiato la sua isola nelle sue opere. Nel mio recente viaggio ho visitato Modica, la sua città natale e sono stata nella sua casa, in una piccola via di questo paese arrampicato sui monti Iblei.  Modica è particolarmente affascinante con tutte le sue scale e le meravigliose chiese barocche.